OLBIA. In vista della gara di recupero contro il Pineto prevista per giovedì 2 novembre ore 18,30, l’Olbia è costretta a fare i conti ancora una volta con infortuni e squalifiche, alla lista dei lungodegenti come Boganini, Mordini, Zanchetta si è aggiunta anche la squalifica di Dessena che sconterà il suo turno proprio nella gara contro la matricola abruzzese.
Leandro Greco, allenatore dei bianchi, queste cose le sa e sa come rimettere in piedi un centrocampo efficiente ed efficace che dia solidità e sicurezza alla squadra e possa contribuire a recuperare quei punti persi che in questo momento avrebbero raccontato un’altra storia. È vero che la graduatoria è corta ma la squadra bianca deve cercare di uscire quanto prima dal pantano della bassa classifica. Prima ancora di affrontare le questioni legate alla prossima partita chiediamo a Greco di ritornare per un attimo alla gara persa 3-1 contro la Juventus Next Generation.
Mister, nonostante una classifica corta, l’Olbia non riesce a dare continuità ai risultati, la squadra fa un passo avanti e uno indietro. Come si spiega tutto questo?
“Insieme ai ragazzi abbiamo analizzato la partita persa ad Alessandria e debbo ammettere che anche dopo l’espulsione di Dessena abbiano avuto l’occasione per pareggiare, poi è arrivato il loro terzo gol durante il recupero quando noi eravamo in avanti per trovare il pareggio ma debbo dire che anche questa volta la prestazione da parte della squadra c’è stata. La partita l’abbiamo persa per alcuni episodi e questa alternanza di risultati non fa certo piacere. Siamo andati ad Alessandria per cercare continuità e invece la conseguenza è stata estremamente penalizzante sebbene non siamo mai stati sottomessi e surclassati dagli avversari. Può sembrare strano ma anche nell’ultima partita ho notato cose positive. Si è vero ci mancano dei punti e l’attuale classifica è corta per cui basta davvero poco per trovarci in una situazione diversa”.
Lei ha parlato di qualcosa che non va e che penalizza l’Olbia ma a questo punto cosa manca alla squadra affinché alle prestazioni seguano anche i risultati? Energia ed esperienza a centrocampo? Oppure un finalizzatore sottorete?
“È difficile puntare il dito su qualche calciatore o su uno specifico reparto, la squadra fa sempre la sua prestazione ma è evidente che dobbiamo fare qualcosa in più tutti per fare si che anche gli episodi sfavorevoli vadano diversamente. Voglio fare un esempio, nella partita contro la Juventus l’Olbia ha conquistato diciannove palloni sulla metà campo bianconera – non sono pochi – gli avversari invece ne hanno conquistato tre sulla nostra metà campo e in una di queste ci hanno fatto il primo gol. Ecco in questi episodi dobbiamo fare tutti un passo avanti verso il miglioramento. La squadra anche domenica ha fatto la sua prestazione ma è mancato quel qualcosa che ci consente di fare l’ultimo passo in avanti”.
Si dice che il compito più arduo di un allenatore sia quello di presentarsi alla ripresa degli allenamenti dopo una sconfitta e trovare gli elementi motivazionali per la squadra. Come è stata la ripresa dei lavori?
“Mah, nonostante tutto, il morale è ancora buono, siamo sempre lucidi nell’analizzare le cose che vanno bene e ciò che invece è suscettibile di miglioramenti. Il focus da parte mia è sempre quello di arrivare al risultato attraverso la prestazione. Comunque, il campionato è molto livellato e le partite sono tutte impegnative. Non ci sono gare facili”.
Ha parlato dell’analisi della partita ma l’analisi dei gol finora subiti com’è?
“Debbo dire che la mia squadra non ha mai subito – tranne qualche raro caso – gol su azioni in cui gli avversari ci hanno surclassato. Noi di solito prendiamo gol in certe situazioni in cui serve maggiore attenzione e migliore concentrazione. Abbiamo analizzato con i ragazzi che ci sono momenti della partita in cui non percepiamo il pericolo che invece c’è e quindi sono proprio quegli episodi che poi determinano il risultato”.
Se dovessimo cercare la soluzione per migliorare l’Olbia – escludendo i calciatori – cosa occorre alla squadra? Fisicità, energia, tatticismo o fortuna?
“Penso sia un discorso di mentalità e quella giusta la danno le vittorie sul campo che attivano l’autostima e la sicurezza ma molto dipende da quanto un calciatore vuole crescere e vuole essere determinante. Trasferire la mentalità giusta non è semplice, così come non è facile andare in profondità nella mente dei ragazzi, ciascuno di loro determina il proprio percorso attraverso l’impegno costante, la ricerca del miglioramento personale, la cura dei particolari e la predisposizione al sacrificio. Da parte mia posso solo dire che la squadra sta dando tanto ed è molto migliorata rispetto a quando abbiamo iniziato, ci vuole un po’ di pazienza, in questo momento è più semplice dire che siamo indietro (ndr in classifica) piuttosto che rilevare certi aspetti positivi. Se l’Olbia avesse avuto i tre punti immeritatamente persi contro l’Ancona oggi si parlerebbe di un altro percorso della squadra”.
Mister chiudiamo con un pensiero positivo.
“Il mio desiderio è vedere i miei ragazzi che diano tutto in campo per poi gioire insieme al pubblico e i nostri tifosi”.
Appuntamento giovedì stadio Bruno Nespoli ore 18,30. Olbia, si riparte.


