Arzachena 26 febbraio 2026 – Tra la collina del Pevero e gli uffici dell’urbanistica comunali, un sequestro preventivo accende i riflettori su un cantiere che vale sei ville e una lunga catena di atti. Ad Arzachena il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale ha bloccato i lavori in località Li Liccioli, a poca distanza dal campo da golf del Pevero e di fronte al Cala di Volpe su disposizione della Procura di Tempio Pausania.
Il provvedimento riguarda un cantiere dove erano in corso demolizione e ricostruzione di sei ville extra lusso con relative piscine. L’attività investigativa è stata condotta dalla Sezione Forestale di polizia giudiziaria del CFVA di Tempio con il contributo della Stazione Forestale di Olbia e coordinata dal Procuratore della Repubblica Gregorio Capasso.
Nel decreto sono indicati come indagati Gianfranco Paparella, rappresentante dell’impresa VAL S.r.l. con sede legale a Bari, proprietario e committente. Paparella è difeso di fiducia dagli avvocati Luca Montella e Gian Comita Ragnedda. Indagato anche Dino Petrarca, direttore dei lavori, difeso da Antonello Desini. Figura inoltre Mario Gavino Docche, ex patron del Geovillage di Olbia, indicato come esecutore dei lavori di fatto con funzioni direttive nel cantiere per l’impresa esecutrice FG Capital, difeso da Attilio Chirico. Tra gli indagati è riportato anche Mario Giuseppe Chiodino, dirigente del Settore 2 Pianificazione territoriale, Urbanistica ed Edilizia privata del Comune di Arzachena, difeso d’ufficio dall’avvocata Maria Caterina Pisano.
Le contestazioni richiamate riguardano presunte difformità rispetto alla pianificazione urbanistica e il rilascio di titoli ritenuti illegittimi dal comune di Arzachena, perché in assenza della procedura di variante ritenuta obbligatoria e, secondo gli inquirenti, senza i presupposti di legge per la deroga utilizzata.
Citato anche un secondo sequestro nel comune di La Maddalena, in località Punta Nera, relativo a una struttura per l’approdo di imbarcazioni. In questo caso il Corpo Forestale segnala presunte violazioni delle norme di tutela del paesaggio e delle regole urbanistiche con un utilizzo ritenuto improprio di regimi abilitativi semplificati. Il sequestro preventivo, viene riferito, è stato confermato dal Tribunale di Tempio in sede di riesame.


