La tavola è apparecchiata, più di dieci coperti. Non c’è da mangiare, però. E neanche da bere. Il brindisi è rimandato al giorno del giudizio, all’ora (ics) in cui verrà annunciato all’universo mondo che l’uomo (di donne, ormai, non si parla più) capace di battere Settimo Nizzi si chiama…
Già, domani la Civica che aborre i simboli di partito e spazia da destra a sinistra, passando per il centro, si ritrova attorno a un tavolo soprattutto per riordinare le idee, metterle in fila, e cercare una sintesi che difficilmente sarà trovata. Quest’ultimo è un giudizio personale, ovviamente, che può essere smentito in un nanosecondo: del resto, mi si è rotta la sfera di cristallo, sono stato bocciato al corso di arti divinatorie, e la Sibilla cumana è in sciopero.
IL SONDAGGIO. Partiamo da qui: la strada della consultazione popolare commissionata a un ente che fa sondaggi di professione, è tutt’altro che naufragata. E’ vero che dalle parti del Pd (anzi, da una parte) Gian Luca Corda ha fatto un passo indietro – affidandosi alla Nuova Sardegna prima, e Facebook in seconda battuta -, così come pare certo il forfait di Ivana Russu (disponibile invece se il sondaggio fosse riservato ai soli elettori di centrosinistra). Però il capogruppo consiliare Rino Piccinnu – da sempre convinto (ma non c’è la controprova) che se, cinque anni fa, fosse stato lui a competere con Nizzi, avrebbe vinto – e la parte del partito che si riconosce nelle sue posizione e in quelle di Pierluigi Carìa non avrebbero per nulla abbandonato la linea del sondaggio (“anche per una questione di coerenza”, giura un amico di Piccinnu). Loro domani si siederanno a tavola con gli altri, e lo faranno ancora in futuro ma insistono sul metodo: il nome di chi dovrà disarcionare il sindaco in carica dovrà essere espressione di un’investitura popolare, e non di un accordo a tavolino.
GLI ALTRI. Il resto della truppa del Pd (ma, come vedremo, non solo) invece ha trovato – come si dice – una quadra sul nome di Augusto Navone. Il direttore dell’Area Marina Protetta di Tavolara piace ed è sostenuto dai maggiori esponenti del partito e, con il passare dei giorni (da quando Olbianova fece per la prima volta il suo nome, cioè il 20 novembre 2020), le insistenze di chi lo propose senza clamori si sono fatte sempre più pressanti. Al punto che da un suo no secco, è passato a ipotesi più possibiliste, fino ad arrivare a un sì virtuale: la riserva non è stata ancora sciolta, ma una delle condizioni poste da Navone è quella del gradimento (e del sostegno) unanime non tanto e non solo del Pd ma dell’intera coalizione. “Del resto – osserva un suo amico -, lui non ha chiesto nulla, gliel’hanno chiesto loro, di scendere in campo, quando invece Augusto aveva programmato di lavorare ancora per tre anni come direttore dell’Area Marina”.
IL CENTRODESTRA. Gli “endorsement” per Navone, sul fronte del centrodestra, sono arrivati anche da Gigi Carbini di Fratelli d’Italia, così come lo stesso Fedele Sanciu (molto vicino a Massimo Satta, sindaco di Buddusò, ex consigliere comunale di Olbia all’opposizione della giunta Nizzi, e fratello di Giovanni Satta, consigliere regionale Psd’az) per conto dei sardisti è un suo convinto sostenitore e non fa nulla per nasconderlo. Piuttosto, per capire meglio, bisognerebbe che su quel versante si facesse un po’ di chiarezza, nel senso che proprio ieri su Olbianova il segretario provinciale sardista Gianni Sarti ha ribadito che il suo partito appoggia senza ‘se’ senza ‘ma’ Settimo Nizzi. Insomma, giusto per chiarezza, l’elettore di quella parte politica deve sapere esattamente qual è il candidato dei dirigenti di partito.
E la Lega? Anche in questo caso, c’è il plenipotenziario Eugenio Zoffili (ma anche i partecipanti locali a un recente incontro con Nizzi) che ha ribadito i suo pieno sostegno al sindaco in carica, ma per esempio il neo consigliere comunale Marco Piro (leghista anche lui) si è già schierato con la coalizione che contrasta la riconferma del primo cittadino. Un bel casino.
ALTRI NOMI. Premesso che i Cinquestelle starebbero per ufficializzare il nome di un proprio candidato approdato di recente nel Movimento, nei (frenetici) giorni passati, in riunioni più o meno ufficiali, sono stati sussurrati altri nomi di possibili candidati alla carica di primo cittadino. Come ad esempio quello dell’imprenditore Gavino Murrighile, dell’agronomo Antonio Appeddu, e del commercialista Francesco Marcetti, che vanno ad aggiungersi a quello di Italo Fara (indicato ufficialmente da Italia Viva), il quale sicuramente verrà indicato nel sondaggio prossimo venturo.
IL CIPNES. La presidenza dell’ente di Cala Saccaia, che sta molto a cuore a Nizzi visti i suoi eccellenti rapporti con i suoi dirigenti, e che è l’obiettivo palese di Fedele Sanciu, diventa sempre più l’oggetto dei desideri, e dunque fa parte integrante della campagna elettorale. Ricordiamo che il Cda viene formato dai rappresentanti dei tre Comuni (Olbia, Monti, Buddusò), di quello della Camera di Commercio e di quello della Provincia. E chi fa previsioni sui nomi e sui numeri, presti un po’ di attenzione, perché non tutto è scontato.
Insomma, il rompicapo è servito. Avvidecci.


