“In tre mesi abbiamo fatto otto incontri e scritto 12 regole, tolto l’articolo 1 ancora in definizione, che sono state accettate da tutto il tavolo di filiera lattiero casearia ovina. In 40 anni non si sono mai scritte le regole e ora ci sono”. E’ quanto dichiara l’assessore dell’Agricoltura della Regione Sarda, Pier Luigi Caria, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Olbia all’indomani del tavolo sulla vertenza dei pastori del Viminale.
Caria riepiloga i numeri che sintetizzano l’intervento: “Sul piatto, per l’acquisto del pecorino romano invenduto ci sono 15 milioni di euro della Regione, 10 milioni del Banco di Sardegna a cui si aggiungono altri 10 milioni del Ministero delle Politiche agricole e 14 milioni del Ministero dell’Interno”.
Un totale di 49 milioni di euro che, sottolinea l’assessore, “dovrebbe portare a levare dal mercato il pecorino romano ” e, di conseguenza aumentare il prezzo del latte nel giro di poco tempo.”
“Occorre dire che ieri, dopo cinque ore di trattative, si è arrivati allo stesso risultato che avevamo proposto noi due giorni prima. Inizialmente la proposta fatta sul litro del latte in acconto dagli industriali è stata di € 0,70 che la delegazione dei pastori presenti a ha rifiutato proponendo a sua volta una base di almeno € 0,85. Un prezzo – ha precisato Caria – che da assessore vado dicendo da mesi, perché si tratta della media delle ultime cinque stagioni”.
“Ora noi siamo pronti ad aggiungere altre risorse per svuotare completamente i magazzini del pecorino e dare un segnale forte ai mercati. Mi auguro che domani a Cagliari – ha auspicato l’assessore in chiusura di conferenza – alla presenza del governatore Pigliaru e del ministro Centiniao, si arrivi finalmente a un accordo per chiudere la vertenza all’insegna della trasparenza superando le storture che purtroppo fino a oggi hanno penalizzato uno dei comparti più importanti dell’economia regionale”.

