OLBIA. La partita Torres-Olbia è terminata. I padroni di casa hanno raccolto i tre punti di cui avevano bisogno e continuano a tallonare la capolista Cesena, pronti a cogliere il primo passo falso dei romagnoli. L’Olbia, invece, deve ancora proseguire nel il suo calvario e, soprattutto, iniziare a fare i conti con la matematica per ragionare in termini di play out.
Nel campionato in corso la quota salvezza si dovrebbe attestare a 43 punti. All’Olbia per raggiungere tale traguardo ne mancherebbero 26 da recuperare in 16 partite. In sostanza basterebbero 8 vittorie e 2 pareggi per evitare la roulette dei play out. Bene! Più facile a dirsi che a farsi.
Infatti, per portare a casa 8 vittorie è necessario innanzitutto tirare in porta, non verso la porta ma nello spazio racchiuso tra i due pali e la traversa. Questo è un esercizio che ai bianchi manca da diverso tempo. L’ultima rete segnata dall’Olbia risale al 26 novembre con un gol a tempo scaduto messo a segno da Palomba nella gara in trasferta contro il Sestri Levante.
Ora non serve alimentare dubbi sulle polveri bagnate degli attaccanti, quanto invece ragionare sul gioco che dovrebbe alimentare la batteria d’attacco. Daniele Ragatzu, capocannoniere nel precedente campionato, non può avere subito un’involuzione poiché le occasioni per andare a rete sono nulle, anzi inesistenti.
A tutto questo si deve aggiungere l’ennesima formazione messa in campo dal tecnico, diversa dalle precedenti, mai gli stessi undici schierati in due partite consecutive. Tutto ciò genera quella poca fiducia di cui parla l’allenatore nella sua “imbarazzante” intervista post gara.
Mister, una sconfitta di misura nel derby che avete tenuto aperto fino alla fine.
“La squadra ha fatto quello che doveva fare, l’atteggiamento giusto c’è stato. Ci è mancato quel guizzo nel gol che rappresenta un nostro difetto di quest’ultimo mese ma sono convinto che abbiamo le qualità per uscirne”.
L’Olbia non fa gol dal 26 novembre. Come si può curare questa astinenza dal gol?
“Solo con il lavoro. Voi analizzate i numeri ma io da tecnico li vedo in maniera più profonda. Noi anche domenica scorsa abbiamo calciato in porta diverse volte. Il problema non è produrre azioni da gol, ci sono partite in cui ne produciamo meno altre un po’ di più. Il vero problema è l’autostima della squadra e la fiducia che hanno in loro stessi.
Cercare di ricrearla è un compito mio e lo farò attraverso il lavoro perché anche sul piano caratteriale oggi la squadra ha risposto. Io ho sempre sentito la fiducia della società perché probabilmente hanno visto il mio lavoro”.
Bellodi è uscito per una scelta tattica?
“No, Bellodi ha avuto un problema fisico”.
Nonostante la sconfitta siete riusciti a rimanere in partita.
“Chi come me vede il lavoro quotidiano nota il coraggio visto in campo oggi. Non possiamo sperare di buttare la palla in avanti aspettando che succeda qualcosa, noi dobbiamo passare attraverso il gioco. Oggi siamo mancati gli ultimi trenta metri e questa purtroppo è una nostra costante”.
Le dichiarazioni del Mister sembrano divergere da quanto osservato da chi ha assistito alla partita, specialmente coloro che hanno notato la mancanza di iniziative nella costruzione delle azioni finalizzate a segnare gol. La discrepanza tra la visione del tecnico e le impressioni dei tifosi o degli osservatori evidenzia un potenziale disaccordo sulla valutazione delle prestazioni della squadra.
La situazione si complica ulteriormente con il fatto che la società ha effettuato tutti gli acquisti possibili entro le disponibilità finanziarie. Ciò pone la responsabilità sulle spalle di Greco, suggerendo che potrebbe dover fare fronte a scelte difficili o a una decisione da parte della società per salvare il salvabile e non depauperare il patrimonio di otto campionato consecutivi in serie C.


