“Nessuno dei campioni esaminati contiene elementi di pericolo al punto che possono essere classificati come non pericolosi“. E’ questo il clamoroso responso delle analisi effettuate l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna sui rifiuti prelevati lo scorso 11 dicembre da un’area posta sotto sequestro all’interno della discarica di Spiritu Santu.
Come si ricorderà la vicenda dei rifiuti sospetti giunti nella discarica gestita dal Cipnes in località Spiritu Santu aveva creato una serie di allarmi sfociati in manifestazioni pubbliche e durissime prese di posizione non solo nei confronti del gestore dell’impianto di smaltimento ma anche nei confronti delle ditte di trasporti e soprattutto dell’amministrazione comunale nella figura del sindaco Settimo Nizzi.
L’Arpas aveva ricevuto l’incarico di accertare la presenza di elementi pericolosi dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Tempio, Gregorio Capasso. I prelievi erano stai effettuati in “contraddittorio”, cioè con tutte le parti coinvolte presenti, dopo un primo prelievo avvenuto nel mese di settembre 2018.
L’area “incriminata” all’interno di un piazzale della discarica era stata posta sotto sequestro la settimana prima dei campionamenti dal giudice per le indagini preliminari, dott.ssa Cristina Arban. Oltre al cumulo esterno, era stato posto sotto sequestro anche l’impianto di biostabilizzazione nel quale erano stati conferiti i rifiuti, e i rimorchi utilizzati dalla società Eco Ter per il trasporto degli stessi provenienti dalla Akerus Scarl.


