Il gran lavoro del gruppo di volontari dell’associazione Eventi Frizzanti che nel giro di una settimana ha recuperato il concertone del Primo Maggio reinventandosi il 50% della scaletta prevista inizialmente, è stato premiato. La giornata intera, tra gli stand attivi dal mattino, e la musica la sera, è stato un bel successo.
Grande qualità sul palco espressa dai musicisti, molto apprezzata dal crescente pubblico accorso al parco Fausto Noce. Apre, intorno alle 15:30, la giovanissima talentuosa Azzurra Budroni e dà il via alla prima parte del concertone dedicata alla World Music in gran parte acustica.
Sorprendente la trasformazione dell’olbiese Sunny Grey, al secolo Dave Moica, capace di polarizzare l’attenzione del pubblico con la prima esibizione immersa nel suo nuovo progetto, maturato a Londra dove vive con la famiglia e lavora. “A Londra si respira musica e stare lì dove nasce ciò che in Italia arriva abbondantemente dopo, significa cogliere il meglio delle nuove idee capaci di condizionare l’intero pianeta”. La sua musica e i suoi testi impressionano per maturità è freschezza nello stesso tempo. Ne sentiremo parlare.
Il trio Estemporanea conferma la buona strada tracciata sul filo delle cover reinventate con grande gusto, soprattutto di cantautori italiani. Tra i quattro brani eseguiti dai chitarristi Giovanni Del Fonso e Daniele Gala, del percussionista Ottavio Cocco, tre brani sono stati cantati in logudorese, gallurese e genovese e uno è inedito.
Strepitosa e piena di idee l’esibizione di Claudia Aru abilissima a giocare con la lingua campidanese senza mai cadere, neanche per un istante, nella banalità dei luoghi comuni. Aru, villacidrese, trapiantata a Cagliari, ha dato prova di grande creatività in un genere a metà tra Gaber e Iannacci in salsa cagliaritana.
Nel concertone si è fatta spazio l’allegra combinazione di psicorockabilly in trame tiratissime nate in fusione tra il rockabilly di fine anni “50 e il punk primi anni “80. E’ la musica dei South Sardinian Scum (letteralmente: “la feccia del sud Sardegna”). Una bella formazione coerente e in linea con un genere per nulla semplice.

Il trio Chichimeca, con Claudia Crabuzza voce, Fabio Manconi alla chitarra e Andrea Lubino alle percussioni, ha fatto ballare mezzo parco con le atmosfere andaluse dei più famosi pezzi scritti in quasi vent’anni di attività. Crabuzza, assurta alle cronache musicali con la splendida affermazione nel Premio Tenco di Sanremo meno di due anni fa, ha coinvolto il pubblico del Fausto Noce grazie alla sua voce grintosa e marcata, e alla raffinata esecuzione dei suoi ottimi e affermati musicisti.
La classe di Ginevra di Marco si è resa palpabile sul palco con un repertorio emerso dalla più profonda cultura musicale mediterranea. Dai paesi del Magreb, alla Grecia passando dalla Sicilia fino alla inedia canzone partenopea.
Netto cambio di registro con il finale affidato ai tostissimi olbiesi Delirio e Mislay, espressione di un rock che più duro è davvero difficile da suonare. Le luci si sono spente dopo l’attesissima esibizione del rapper olbiese En?gma in coppia con Kaizen. Marcello Scano, in arte En?gma, classe 1988, cofondatore della Machete con Hell Raton, Salmo e Dj Slait, non ha deluso le aspettative con il suo mood ispirato e sempre tagliente al centro del suo ultimo lavoro “Shardana”.

