Per la prima volta in assoluto, lo Studio d’Equipe, coordinato da Andrea Demuru, ha incontrato il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, sui temi che riguardano le ferrovie, la metropolitana di superficie e anche il rischio idrogeologico.
Al confronto, fissato in seguito alla trasmissione sul tema ferroviario andata in onda su Olbianova, oltre a Demuru, hanno partecipato il progettista, ing. Giovanni Corrao, l’ing. Gianni Vargiu, ex Commissione Assessorato alla Programmazione della Regione Sardegna e il giovane geometra Fabrizio Petta.
“Sostanzialmente – dichiara il geometra Andrea Demuru – lo scambio di idee ha visto convergere le parti, con pochi distinguo, sulle importanti tematiche che riguardano la città”
In particolare, con riferimento al problema ferroviario, lo Studio d’Equipe ha illustrato le caratteristiche delle soluzioni predisposte a seguito di due distinti incarichi: quello del “Recupero del Centro Storico etc.” da parte della Provincia (già CM4) e del CIPNES, “Sistema Logistico Intermodale per il trasporto delle merci nella Zona Industriale e nel porto Cocciani di Olbia”. Con riferimento al così detto Piano Mancini, si è invece discusso sulle ipotesi, in campo, per risolvere la questione del Rischio idrogeologico in Città”.
Al riguardo degli assetti ferroviari, il sindaco ha riferito la contrarietà di RFI a riattivare e/o gestire il trasporto merci in Sardegna, quindi ad adattare il Porto Cocciani a nuove operative ferroviarie per il trasporto delle merci con container e/o di “gomma” su treno.
“Lo Studio d’Equipe, che da sempre si batte per la realizzazione della circonvallazione ferroviaria esterna, continua a sostenere, al riguardo, che l’unico modo per eliminare l’attraversamento dei treni in Città, quindi i passaggi a livello, è da raggiungere con l’istituzione del servizio metropolitano di superficie alfine di collegare le diverse “fermate” cittadine e la rete ferroviaria sarda con: l’aeroporto, i porti di Olbia e Golfo Aranci, gli ospedali, le spiagge di Pittulongu, Murta Maria e Golfo Aranci, fino a Cala Moresca”.
Piena convergenza, invece, sul problema del Rischio Idraulico: solo canali scolmatori esterni con l’esclusione di qualsiasi ipotesi di vasche di laminazione a confine o dentro la Città.
Sulla circonvallazione ferroviaria esterna affiancata a quella stradale lo Studio d’Equipe promuove il centro intermodale nave-ferro-gomma per le merci, a Cocciani, una moderna mobilità metropolitana con grande spazio per la pedonalità e ciclabilità assieme ad una migliore qualità della vita di Olbia e del territorio.
Nel chiudere l’incontro, sia il Sindaco Nizzi che il gruppo “Equipe” hanno assicurato, per il futuro, l’impegno a proseguire nel confronto.
“In conseguenza – conclude Demuru – ne scaturirebbe, certamente, il contemporaneo coinvolgimento del Comune, del CIPNES (Intermodalità a Cocciani) e della stessa Provincia. Quest’ultima potrebbe addirittura “passare la palla” al Comune nella gestione del progetto (con convenzione ancora in corso di validità) per il Recupero Centro storico di Olbia mediante la “ristrutturazione” del sistema “mobilità”, al riparo dalle ipotesi che vedrebbero gli olbiesi ancora una volta disillusi, nel caso della certa creazione della ZES al Porto Cocciani. Ed Olbia non potrebbe certo sopportare né le merci in città, né gli “eterni” passaggi a livello di via Portogallo, Corso Umberto e Porto Romano”.
L’alternativa, per il coordinatore dello Studio d’Equipe, il geometra Andrea Demuru è semplice: “da subito cambio di funzione da treno a metrò nella fermata di “Molinetto”, presso la nuova stazione (arretrata), presso la vecchia in uso, ma anche a Tilibbas, nella zona del nuraghe Belveghile ed in altre ancora (porti di Olbia e Golfo Aranci, aeroporto, ospedali, spiagge, parchi urbani, ecc.), tutte collegate con la rete ferroviaria sarda”.
A margine del confronto si è anche appreso dell’indizione di un convegno sull’argomento “trasporti” previsto al Museo archeologico, per il prossimo 9 luglio, alla presenza anche di alcuni rappresentati del Sassarese, che assieme vorrebbero sollecitare maggiori attenzioni per la richiesta dei finanziamenti necessari da inserire nel Recovery Fund, a vantaggio di tutto il nord Sardegna.


