Monti. Anche un gruppo di devoti olbiesi, oltre altri galluresi, ha assistito alla santa messa celebrata per la ricorrenza di “Santu Paulu ‘e Monte”, come abitualmente chiamano. Ribadendo la devozione verso l’eremita tanto caro ai terranovesi.
Il tutto In attesa del grande appuntamento, quando si rinnoverà il tradizionale e notturno pellegrinaggio, che partendo dallo svincolo del ponte di ferro, nei pressi dello stadio in Olbia, porterà i pellegrini, prima attraverso una strada di penetrazione agraria, che ha inizio, proprio, dietro il campo sportivo, verso la stazione ferroviaria di Enas, in comune di Loiri Porto San Paolo, per inerpicarsi, successivamente, in uno scosceso tratturo, sulla china di impervie colline, che conduce al santuario, raggiunto al sorgere del sole, dai primi temerari.
E dopo aver assistito alla santa messa, tanti vi trascorrono la giornata, nella quiete del luogo, in famiglia o tra amici, dopo aver consumato, all’ombra degli alberi, il classico spuntino. Camminata, ideata tantissimi anni fa, dal mitico e devotissimo “Pinzellu Degortes”, a cui migliaia di olbiesi hanno aderito, per sciogliere un voto che, conserva tutto il suo fascino, ancor oggi.

Il 16 agosto, festa in onore di san Paolo eremita, fra le centinaia di fedeli presenti al santuario, per assistere alla solenne funzione religiosa, presieduta dal vescovo di Ozieri mons Corrado Melis, concelebrata con un gruppo di sacerdoti, sotto la scrupolosa regia del parroco di Monti, don Pierluigi Sini, cantata dal coro della confraternita santu Ainzu, non è, dunque, mancata una presenza terranovesa.
E giusto per rammentare o far conoscere agli astanti chi è stato veramente san Paolo di Tebe, antica città del basso Egitto, mons Melis, nell’omelia, ha fatto ricorso alla biografia scritta da san Gerolamo.
Paolo era nato in una ricca famiglia cristiana, rimase orfano di entrambi genitori in adolescenza.
Per sfuggire alla persecuzione contro i cristiani si inoltrò in luoghi inaccessibili e si rifugiò in una grotta in una montagna, nel deserto dove vi rimase sino alla morte, vivendo da solo per circa novant’anni.
Il vescovo ha esortato, a prendere ad esempio i valori dell’eremita, i presenti, politici (parlamentari) e amministratori (alcuni esponenti della giunta e del consiglio regionale, e locali) compresi, invitati dall’amministrazione comunale di Monti, in occasione della “Festa delle Bandiere”, ai quali la Pro loco di Monti ha offerto un ricco buffet.


