★VIDEO★ Questa mattina dopo Alà dei Sardi la protesta si è spostata a Buddusò dove i pastori hanno rovesciato decine di “lamas” (bidoni per il latte in acciaio) nei pressi del caseificio Sardaformaggi. In serata è giunta una nota del presidente Pigliaru e dell’assessore dell’Agricoltura Caria che esorta i pastori a riprendere le trattative mentre il consigliere Satta, presente alla manifestazione di Buddusò, parla di voci mai ascoltate. La risposta di Coldiretti, però, non lascia spazio ad aperture.
“Personalmente sono solidale con i pastori – ha detto il consigliere Giovanni Satta (PSd’Az) -, lo sono sempre stato dal primo giorno che mi sono insediato in consiglio regionale. La mia prima mozione è stata quella favore dei pastori per rivedere il prezzo del latte ma purtroppo non è stata ascoltata. La politica deve e può fare la sua parte. Occorre coinvolgere l’intera catena produttiva, gli industriali, le cooperative, i pastori e le società di categoria. Bisogna sedersi a un tavolo e trovare le soluzioni. Io faccio anche un invito ai pastori: non andando a votare non si risolverà il problema”.
“Ci appelliamo al senso di responsabilità di tutti i portatori di interesse del comparto ovicaprino, convocati attorno a un tavolo dalla Regione per trovare una giusta soluzione alla crisi del prezzo del latte, affinché non si abbandoni la trattativa”. Così il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e l’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria, che hanno aggiunto:
“Non lasciate il tavolo, fatelo per le decine di migliaia di famiglie che attendono le dovute risposte su un prezzo del latte inaccettabile. Mettete e mettiamo tutti da parte i colori e le appartenenze, non lasciamo che le giuste istanze e le proteste degenerino in atti di violenza, guardiamo al raggiungimento di un obiettivo che deve portare a far aumentare nell’immediato il prezzo del latte pagato ai pastori, e a basarlo da ora in poi su parametri tecnico economici capaci di ridurre l’incertezza in cui vivono i produttori primari. Non perdiamo questa occasione storica – hanno proseguito – che permetterà per il futuro, attraverso il resto del documento d’intesa già condiviso da tutti, di governare questo settore che merita rispetto e riconoscimento della propria dignità di comparto produttivo trainante per la Sardegna”.
La risposta di Coldiretti non si è fatta attendere e non va verso l’apertura: “Come annunciato prima dell’ultimo tavolo, il tempo delle trattative è terminato – dichiara in una nota Michele Arbau -. Le proposte di Coldiretti Sardegna, ci sono e sono nel tavolo dell’assessorato da mesi e quindi datate visto che oggi sono cambiate le condizioni. Perciò oggi il tavolo è obsoleto e superato dalla contingenza.
Il prezzo del latte è quello richiesto a gran voce e palesemente dai pastori manifestanti ed è a loro pubblicamente che l’industria deve fare la proposta. Per questo – chiude il comunicato – respingiamo al mittente gli appelli alla responsabilità che arrivano da chi ha risposto con il silenzio e l’indifferenza alle tante nostre proposte arrivate ad inizio legislatura, quando in un momento di serenità per la filiera grazie ad un prezzo del latte e del Pecorino romano favorevole, avevamo proposto al presidente Pigliaru, la creazione di un Consorzio di secondo grado a capitale Sfirs per riunire tutte le cooperative ed avere un unico manager per tutte. Non si possono recuperare oggi quattro anni di silenzio”.
Di seguito il video delle protesta di Buddusò.

