“Dovremmo difendere l’adesione all’etica prima ancora della ragione politica. Qui si è fatto il contrario affidando un incarico tecnico in spregio all’etica e a favore della politica tra virgolette”. È l’attacco di Teresa Piccinnu, consigliera del M5S, nei confronti del presidente del Consiglio comunale di Olbia, Giampiero Mura: l’incarico riguarda la figlia avvocatessa del forzista che ha contratto un affidamento sotto soglia all’Aspo. Mura, dal canto suo, si difende “Niente di illegale. Mia figlia è una professionista che vive la sua vita in assoluta autonomia. Del resto non sarebbe giusto penalizzarla per via del cognome”.
“È opportuno che un incarico, benché legittimo dal punto di vista professionale o procedurale, venga affidato alla figlia del presidente del consiglio di una partecipata al 100% del suo comune (Aspo, ndr)? – E ancora si chiede la Piccinnu – Ma quale tipo di incarico particolare non poteva essere affidato agli altri 499 avvocati di Olbia senza bando, senza preventivi? Tutti, credo, nella maggioranza, avranno parenti ed amici stretti più che meritevoli di un posto di lavoro nell’istituzione: è opportuno che vengano affidati a loro?”
Nella nota inviata nel pomeriggio la consigliera pentastellata sostiene che “non possiamo rispondere dei comportamenti dei nostri familiari ma possiamo sicuramente intervenire con delle nostre azioni. Il presidente avrebbe dovuto chiedere alla figlia di non accettare quell’incarico. Questo sarebbe stato un atto di consapevolezza e di rispetto del limite etico evidentemente superato di fronte a tutta la città di Olbia. Un atto di coraggio – conclude Teresa Piccinnu – nell’ammettere i propri limiti e porvi rimedi”.
“Intanto non si tratta di un’assunzione – risponde Giampiero Mura – e quindi non si tratta certo di un ‘posto di lavoro’. L’incarico sotto soglia non è affatto raro nella pubblica amministrazione. Quando non si ha tempo a disposizione e occorre intervenire rapidamente, si ricorre al sotto soglia. Tutti possono verificare che ci sono 6 o 7 avvocati che hanno siglato lo stesso accordo nello stesso ambito professionale. In ogni caso, ribadisco che non è giusto che una professionista o qualsiasi altro lavoratore debba essere discriminato per via di un suo congiunto che ricopre un incarico politico”.


