★VIDEO★ OLBIA. Tre anni fa don Paolo Contini, parroco di Ghilarza, ha scelto di rendere pubblici gli abusi sessuali subiti per tre anni di seguito all’età di 14 anni nel seminario francescano di Oristano. Una denuncia che ha segnato profondamente il suo percorso personale e sacerdotale, portandolo ad affrontare un cammino difficile e doloroso, che oggi definisce con chiarezza: “Una lotta che non è mai contro la Chiesa, ma nella Chiesa per la Chiesa”.
Padre Paolo ha accettato di raccontarsi ancora una volta. “Sto bene, anche se affaticato da questa lotta”, risponde quando gli chiediamo come sta. Il procedimento giudiziario è in corso, ma il sacerdote precisa di non essere alla ricerca di risarcimenti né di notorietà. “Non sono alla ricerca di niente, né di visibilità, come alcuni magari cercano di dire, o tantomeno di denaro o di vendetta”.
Il suo obiettivo è uno solo: evitare che altri bambini vivano ciò che ha vissuto lui. “Ho sempre pensato che era giusto denunciare ciò che avevo subito e appena io avessi potuto avere le prove l’avrei fatto, perché non vorrei mai che nessun altro bambino fosse vittima di abusi”.
Il suo impegno è diventato un punto di riferimento per molti, in un contesto in cui il silenzio ha spesso protetto l’ingiustizia. “Grazie a voi”, dice, rivolgendosi a chi sceglie di ascoltare e raccontare senza pregiudizi – e poi aggiunge -. Del pedofilo potrei fare il nome e nessuno potrebbe impedirmelo ma lo faranno i miei superiori quando sarà il momento. Dal canto mio, però, posso dire che il pedofilo è nella diocesi di Tempio Ampurias”. Di seguito l’intervista “A TuxTu” con don Paolo Contini:
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