OLBIA. “Non siamo stati avvisati e abbiamo passato una mattinata di disagi”. Lo denuncia un gruppo di cittadini che questa mattina si è recata al Laboratorio Analisi dell’ospedale Giovanni Paolo II senza poter effettuare gli esami del sangue.
“Una volta arrivati siamo stati fermati dal personale e dalla guardia giurata i quali, molto garbatamente, ci hanno spiegato che in servizio ci sono solo quattro tecnici – racconta una donna -. Ci hanno detto che attualmente si occupano soltanto di analisi urgenti. Una situazione assurda perché tutti noi abbiamo delle visite in scadenza e abbiamo necessità di effettuare gli esami al più presto”.
All’esterno della struttura è stato apposto un cartello nel quale l’Azienda Sanitaria dichiara di effettuare esclusivamente esami urgenti. “Non potendo accedere – dice la donna – ci siamo recati nei centri trasfusionali convenzionati con la Asl, dove si è creata una fila incredibile e dove, tra l’altro, alcuni esami specifici non vengono neanche eseguiti. Qualcuno di noi è arrivato con i mezzi pubblici, altri a piedi. C’erano persone con disabilità e anziani”. La signora sottolinea come sia “inaccettabile che un ospedale non si occupi dei suoi cittadini i quali pagano regolarmente le tasse”.
Sulla questione la direzione aziendale della Asl Gallura risponde che: “Siamo in un momento storico in cui registriamo una carenza strutturale anche di tecnici di laboratorio. Gli operatori del Laboratorio Analisi stanno opportunamente dando priorità alle urgenze ma non riescono a soddisfare le richieste delle utenze differibili che devono rivolgersi ad altri centri convenzionati. Stiamo contattando le agenzie interinali ma le disponibilità sono ridotte e al momento non ci sono altre graduatorie da cui attingere. La nostra volontà è quella di reclutare personale ma in questo momento ci sono delle difficoltà concrete nel reperire le professionalità per riportare a regime il servizio”.


