OLBIA. Che fine ha fatto Rosa Bechere? Nessuno lo sa e nessuno ha visto niente. Non ci sono testimoni. A tre mesi esatti dalla sua scomparsa non si sa nulla. Le indagini in cui sono implicati esclusivamente Maria Giovanna Meloni (42 anni di Olbia) e Giorgio Beccu (49 anni di Berchidda), coloro che avevano rapporti stretti con Rosa, sono nella fase di analisi. Si attendono i risultati dei RIS ma, soprattuto, lo sbobinamento e l’acquisizione dei contenuti dei due telefonini posti sotto sequestro.
LA VERITÁ NEI TELEFONINI? Materiale che ingrosserà sensibilmente il fascicolo del procuratore Daniele Rosa. Nelle fotografie, nei video e nei messaggi WhatsApp, potrebbero esserci elementi importanti sui veri rapporti instaurati tra Rosa e la coppia dopo la carcerazione di Davide Iannelli per aver provocato la morte di Tony Cozzolino nel marzo scorso.
SCOMPARSA DA TRE MESI. Mentre di Rosa non c’è traccia dal 25 novembre 2022 gli indagati continuano a restare tali. Se la Procura dovesse stringere il cerchio intorno ai due con un’eventuale misura cautelare lo farà in base alle valutazioni di quanto c’è nei due telefoni. Conteranno non sono i dialoghi e le eventuali immagini tra la coppia e Rosa ma anche i dialoghi tra loro.
NON RIENTRATE IN QUELLA CASA. È così che si potrebbe titolare la brutta storia del recente sfratto mosso dai Servizi Sociali del Comune di Olbia che con un tempismo a dir poco forzato ha ordinato ai due di lasciare la casa un paio di giorni dopo che la stessa Procura aveva dato loro il via libera per tornare tra le mura di via Pietro Aretino.
Sorprende che il Comune abbia lanciato il diktat ai due conviventi con la motivazione della “ristrutturazione”. Un provvedimento unico nel suo genere in una città dove sono decine le occupazioni abusive di case anche più fatiscenti rispetto a quella di via Aretino che, oltretutto, è di proprietà di Area. A Olbia tutti gli altri abusivi possono stare tranquilli, nessuna delle case sarà ristrutturata, quella di Meloni e Beccu sì. Tutto questo perché sono indagati? Ma perché un simile accanimento dopo tutto quello che stanno subendo, giusto o sbagliato che sia? Stranezze ed evidenti contraddizioni. Il Comune non li vuole, punto e basta.
Ovviamente Maria Giovanna Meloni e Giorgio Beccu saranno costretti a impugnare il provvedimento che dà loro solo dieci giorni di tempo per lasciare la casa altrimenti saranno condannati, ancora una volta, a dormire in macchina come era accaduto quando l’appartamento era sotto sequestro per le ispezioni dei RIS.
Fa specie che la “durissima” Procura abbia ridato un tetto agli indagati per toglierli dalla strada mentre i Servizi Sociali che per istituzione dovrebbero avere a cuore le sorti di cittadini in difficoltà si accaniscano contro i due che, al momento, è bene sottolinearlo, non sono imputati di nulla.


