Olbia. In seguito alla pubblicazione di una lettera inviata a Olbianova > da un cittadino del capoluogo gallurese in cui lamentava una media dei pressi di ristoranti e pizzerie troppo alti rispetto a città della penisola e sarde, la Confcommercio di Olbia replica rispedendo al mittente le critiche ricevute.
“La Confcommercio di Olbia e la Fipe Gallura prendono le distanze dalle dichiarazioni e accuse espresse nella lettera. Spiace che una testata giornalistica pubblichi contenuti che sarebbe tenuta a verificare ed approfondire con gli attori coinvolti, intanto per preservare la qualità della propria comunicazione ed in secondo luogo per scongiurare allusioni più o meno dirette che possano ledere l’immagine, il decoro e l’onore di una persona, di un gruppo o di una categoria.
Sebbene Confcommercio Olbia e Fipe Gallura – si legge nella nota – credano fermamente nel diritto di ognuno di esprimere liberamente le proprie opinioni, sottolinea con convinzione che qualsivoglia valutazione debba esprimersi nel rispetto dell’altrui reputazione che, se offesa a mezzo stampa, subisce una dimensione ulteriormente rilevante sotto diversi punti di vista, compreso quello penale.
Per entrare nel merito della questione, ci preme chiarire che l’esposizione chiara ed inequivocabile di prezzi e listini all’interno dei menu di ristoranti e pizzerie garantisce il cliente dal dover fronteggiare circostanze spiacevoli una volta giunto in cassa. Vale inoltre la pena ricordare che il sistema in cui ci troviamo ad operare è ben permeato di meccanismi e strumenti a tutela dei consumatori i quali sono portatori di diritti pieni ed oramai ben consolidati di essere informati, protetti e se del caso risarciti da condotte truffaldine.
Siamo inoltre convinti che il settore della ristorazione Olbiese offra un’ampia alternativa di prezzi e servizi tali per cui il consumatore si trovi nella condizione di scegliere consapevolmente il ristorante presso cui recarsi. Diverso ed evidentemente non attuabile è il pretendere di avvalersi del miglior servizio e del miglior prodotto al prezzo più basso arrogandosi per di più il diritto di accusare di condotte illegali e mafiose chi esercita la propria professione non senza rischi, sfide e talvolta difficoltà.
La leggerezza o forse la carenza di esperienza nel settore potrebbe indurre alcuni, come nel caso specifico, a comparare prezzi e scelte imprenditoriali di chi si trova ad operare in contesti socio-economici e geografici troppo eterogenei perchè il paragone funzioni.
Oppure a collocarsi in realtà caratterizzate da flussi turistici di intensità ed estensione talmente dissimile rispetto al nostro territorio da rendere pressoché impossibile anche solo pensare che una Pizza a Napoli, Milano, Roma e Olbia possano avere lo stesso prezzo così come a noi appare profondamente ingiusto pensare che due ristoratori della stessa città possano vendere il medesimo piatto al medesimo prezzo”.


