OLBIA. Il Comune si porta avanti e dopo il passaggio in Consiglio con la proposta di deliberazione che prevede la gestione di 11 ettari del parco fluviale per 99 anni (che in realtà risale al 2019), ha dato il via alla ripulitura della struttura centrale. Sabato scorso, su mandato dell’assessorato dell’Ambiente guidato da Antonella Sciola, l’associazione di Protezione civile ERA di Murta Maria l’ha sgomberata completamente per consentire la ristrutturazione.
ABUSIVI. Ignoti si erano praticamente appropriati anche della casa che si affaccia sul fiume dove, ai tempi della gestione della Provincia, si svolgevano le attività invernali rivolte ai bambini. I volontari della ERA hanno trovato le persiane delle imposte in legno poggiate su fusti e usate come tavoli da “picnic”.
VANDALI MA ANCHE LADRI. Non solo azioni vandaliche. Il Parco è stato letteralmente spogliato di ogni cosa. In breve tempo, dopo aver rubato dai parcheggi l’intero impianto elettrico costituito dai pannelli solari, quadri e cavi e, pezzo dopo pezzo, persino una macchina elettrica compresa la colonnina, dall’edificio in muratura sono sparite persino le grondaie in rame e le finestre. Nella sala superiore è rimasto sui muri solo un vecchio e inutile condizionatore.
ABBANDONATO DAL COMUNE. Nel 2013 l’alluvione distrusse il parco del Padrongianus. Fu poi rimesso in sesto ma il ponte che collega i due versanti del fiume non fu mai ricostruito. Dal 2016 tra gli ultimi atti della Provincia Olbia Tempio, il Parco fluviale passò al Comune di Olbia in comodato gratuito per dieci anni. Poi ci fu un secondo atto della Provincia di Sassari che risale al 2019 quando l’amministrazione Nizzi (che governava da tre anni) lo prese in comodato per 99 anni. Da allora il Comune non se n’è mai occupato fino al Consiglio comunale dell’ottobre scorso.
SI CAMBIA PAGINA. Si spera, ovviamente. L’inizio dei lavori di ripulitura è certamente un buon segnale. Intanto, in attesa della nuova perimetrazione è comparso un nuovo lucchetto all’ingresso con tanto di catena. Ma per tenere lontano i malintenzionati occorre la frequentazione. I lucchetti non hanno certamente fermato, fino a ora, le scorribande al suo interno.
PROTEZIONE CIVILE? “Il valore che l’amministrazione attribuisce a realtà come il parco del Padrongianus è significativo – sostiene l’assessore dell’Ambiente Antonella Sciola – L’attribuzione di tale valore si realizza anche attraverso i fluidi rapporti di collaborazione che l’amministrazione ha con associazioni come la ERA”. Forse è proprio nelle associazioni di Protezione civile che il Comune potrebbe trovare un referente nella gestione duratura del Parco. Ma questo è un capitolo tutto da esplorare.



