Il giudice per le indagini preliminari Claudio Cozzella ha archiviato il provvedimento nei confronti del sindaco Settimo Nizzi e dell’ex dirigente del comune di Olbia Antonello Zanda e ha stabilito il dissequestro dei 18 ponti della città (riapre alla circolazione anche il sottopasso di via Amba Alagi), nell’ambito dell’inchiesta sul mancato avvio del Piano Mancini.
I due indagati difesi rispettivamente dagli avvocati Pietro Carzedda e Jacopo Merlini sono stati prosciolti da ogni ipotesi di reato poiché “gli elementi raccolti non appaiono sufficienti né idonei a sostenere l’accusa in un eventuale giudizio“.
In particolare è emerso “che il sindaco Nizzi deteneva la delega commissariale per la realizzazione dell’intervento in questione da poco meno di 4 mesi dalla proclamazione a sindaco e 3 mesi dall’insediamento del Consiglio Comunale di Olbia, considerato che è stato accertato che solo una piccola parte delle opere incongrue individuate dalla Polizia Giudiziaria rientravano nel patrimonio del Comune di Olbia, mentre altre comprese nell’elenco originario non risultano essere incongrue”
Oltretutto, come si legge nel dispositivo di archiviazione, sono emersi anche documenti che certificano “la regolare esecuzione della manutenzione dei canali a cadenza semestrale e ulteriore documentazione attestante l’impegno di fondi del bilancio comunale per la manutenzione degli stessi, nonché documentazione contrattuale inerente alla progettazione della manutenzione straordinaria dei canali urbani”
Nella corposa memoria difensiva rilasciata dai legali di Nizzi e Zanda, in merito alla pulizia dei canali, si legge che il sindaco Settimo Nizzi, a partire dall’autunno 2016, aveva dato direttive alla struttura tecnica del Comune di Olbia affinché si provvedesse alla manutenzione ordinaria dei canali cittadini, effettuando la pulizia con interventi mirati una o due volte all’anno. L’affermazione è sostenuta da documenti allegati.
Nella stessa memoria si rileva che il Comune di Olbia è l’unico comune in Sardegna che impegna fondi del proprio bilancio comunale per la manutenzione dei propri canali, in aggiunta ai finanziamenti regionali cui partecipa per bando pubblico.
La Sardegna è l’unica regione in Italia che non ha in carico la manutenzione dei corpi idrici così come da Regio Decreto 523/1904 per la pulizia idraulica. Nel resto d’Italia la manutenzione viene fatta dal Genio Civile statale e Regionale.
“Raramente rilascio dichiarazioni su questioni professionali – dichiara il difensore di Nizzi, Pietro Carzedda – ma in questo caso abbiamo trattato una indagine veramente complessa e articolata. Con la sovrapposizione di varie competenze pubbliche in materia di prevenzione del rischio idrogeologico. Con chiare e precise contestazioni di reato. Con grande rispetto per l’attività d’indagine compiuta dall’ Autorità inquirente, all’indomani della notifica dell’ avviso di conclusione delle indagini preliminari, abbiamo chiesto al Procuratore della Repubblica dott. Gregorio Capasso l’interrogatorio ai fini difensivi del dott. Settimo Nizzi. In quella sede la difesa ha documentalmente provato la totale estraneità ai fatti del dott. Settimo Nizzi. Il contenuto del provvedimento di archiviazione del Gip del Tribunale di Tempio Pausania condivide appieno la nostra tesi e siamo molto soddisfatti”.
Sulla stessa lunghezza d’onda le parole di Jacopo Merlini, che ha difeso l’ex dirigente comunale Antonello Zanda, ora funzionario regionale: “Vi è evidente soddisfazione per l’esito del procedimento che ha acclarato la bontà dell’operato della struttura comunale di Olbia che, nonostante le difficoltà procedurali, le ristrette tempistiche e la complessa normativa di riferimento, ha saputo compiere quanto necessario per la messa in sicurezza della città. Spesso le indagini partono viziate e non mettono in condizioni il Pubblico Ministero di avere una perimetrazione reale dello stato delle cose per la cui esatta comprensione si rendono necessarie integrazioni difensive, come in questo caso”.



