OLBIA. Una storia che parte da un profumo. Quello che suo padre, deportato nei campi di sterminio, aveva sentito addosso a un soldato americano quando venne liberato. Abbracciandolo sulle gambe, sentì che quella fragranza emanava libertà.
Con “Il profumo di mio padre” Emanuele Fiano racconta la dura vita di chi l’ha messo al mondo affinché un pezzo di storia così importante non venga mai dimenticato. Il libro è stato presentato questa mattina agli studenti delle scuole superiori cittadine, presso la biblioteca civica Simpliciana. L’incontro è stato voluto dall’amministrazione comunale olbiese per ricordare la Shoah.
Gianni Mutzu, ex dirigente dell’Istituto Panedda, ha dialogato con l’autore guidandolo in un viaggio nell’opera e nelle sue emozioni più profonde. “Utilizziamo diversi sensi per la memoria – ha detto Fiano -. Dai ricordi sonori a quelli del gusto e a quelli legati alla musica. Pensare a mio padre voleva dire associarlo a un profumo ed è per questo che ho intitolato così il libro. Il Lifebuoy rimase nella memoria olfattiva di mio padre per molto tempo. Dopo la guerra comprò decine di saponette con quella stessa fragranza”.
Davanti a una platea di studenti molto attenta e interessata, lo scrittore, ex deputato del Partito Democratico, ha raccontato la storia di un sopravvissuto alle atrocità del nazismo. Dal matrimonio dei suoi genitori nel 1940, alla deportazione di suo padre nei campi di concentramento nel 1944, fino alla liberazione nel 1945.
“Mio padre aveva dei segni sul corpo ma quando ero un bambino non mi spiegò niente. Per me Auschwitz era un non luogo della memoria, una cosa che sapevo esistere ma che non sapevo cosa fosse. Mi raccontò tutto quando avevo 14 anni. Ricordo molto bene quella sera”.
All’incontro con gli studenti ha partecipato anche Francesca Trivellin dell’ANED Verona, figlia di Ennio Trivellin, anche lui sopravvissuto ai campi di concentramento e scomparso nel settembre dello scorso anno. Gli alunni del Panedda, guidati dai docenti Raffaella Stelletti e Giovanni Carboni, hanno relizzato un filmato in suo ricordo che è stato proiettato nella sala Alfonso De Roberto.
“Un Paese che non ha coscienza comune pubblica non funziona ancora benissimo. In Italia non tutti hanno fatto fino in fondo i conti con il fascismo. Vi capiterà di vedere la discriminazione. Alzate la voce, fatevi sentire – ha sottolineato Fiano rivolgendosi agli studenti -. La memoria è un atto che si fa tra voi. Studiate la storia e cercate di distillarne il senso. Andare oltre la successione dei fatti”.



