OLBIA. I pochi presenti nell’area destinata al pubblico in aula e una ventina di utenti collegati in streaming hanno assistito a un consiglio comunale che sembrava ispirato dal teatro del nonsense. Da una parte la minoranza preoccupata per il dilagare della circolazione di droga e il fenomeno di microcriminalità in evidente crescita in città, e dall’altra il sindaco negazionista Settimo Nizzi.
A condire il piatto dell’arringa di tutta la minoranza che ha accusato il sindaco di fare proclami e spostare le soluzioni di anno in anno, ritagli di quotidiani e stampe di giornali online a testimonianza di risse quasi giornaliere e lettere di cittadini pubblicate con drammatica regolarità temporale in una cintura geografica che va da via Fiume, oltre i passaggi a livello, fino al centro storico e le tre piazze del centro.
Niente di tutto questo è preoccupante per il sindaco Nizzi che ha sostenuto come Olbia sia una città sicura, al contrario di come ha ribadito la minoranza. Ivana Russu (PD), protagonista di due passaggi al vetriolo contro il primo cittadino, ha racontato anche un episodio vissuto in prima persona: “Il sindaco ha un parcheggio privato vicino al Comune e non si rende conto di quello che succede intorno. Io parcheggio alle Piramidi e spesso ho paura quando devo rientrare e tre settimane fa sono stata minacciata da un uomo con un coltello”.
Neanche questo ha scalfito l’aplomb di Nizzi che nella sua riposta ha detto: “Tutte le città del mondo avrebbero voluto la sicurezza di Olbia” e ha aggiunto: “Io vorrei sapere dalla minoranza se vivono in una città diversa. Non siamo nel Burundi e qui non si ammazza chi delinque perché ci sono le leggi e vanno fatte rispettare ma si fa quello che può”.
“Mi sembra che questa amministrazione non abbia alcuna idea in merito alla risoluzione della sicurezza in città – ha ribadito Russu -. Fino al 2016 c’era un presidio notturno di Polizia in centro e in viale Vittorio Veneto e c’erano anche i vigili di quartiere. La presenza delle divise è un deterrente per la microcriminalità. Oggi non c’è nulla”.
Nizzi ha anche parlato del progetto di otto anni fa, il milionario masterplan delle 250 telecamere di sicurezza, ancora al palo. Di certo occorre considerare che l’allora avveniristica centrale di sorveglianza pubblica, a distanza di otto anni somiglierà a un mangiadischi da spiaggia a confronto con la fibra ottica. Ciononostante Nizzi ha giustificato il ritardo con le stringenti norme legate alla legge sulla Privacy: “Siamo stati costretti anche a spegnerne qualcuna di quelle già in funzione. E comunque – ha continuato rivolgendosi provocatoriamente alla sua sinistra dove siede la minoranza -, se voi vivete in un’altra città non è colpa mia. Dove vivo io e la stragrande maggioranza dei cittadini è un mondo sicuro”.
La Russu, per nulla impressionata dalla calma apparente di Nizzi, ha tirato dritto richiamando a un maggiore impegno tutto l’esecutivo: “Non basta limitarsi alla gestione ordinaria – ha detto rivolgendosi alla Giunta -. Con lo stipendio che percepite, raddoppiato da diversi mesi, avete l’obbligo di fare di più ingegnandovi a trovare soluzioni per combattere anche il disagio giovanile. Di quella consulta annunciata a novembre non c’è più traccia. Altro che giostrina in piazza Matteotti con l’idea fallimentare che la frequentazione di famiglie con bambini avrebbe spinto i delinquenti a lasciare il centro”.
Tutti gli interventi della minoranza hanno avuto gli stessi connotati compreso quello di Maddalena Corda che però durante la sua argomentazione si è fermata di colpo quando ha visto il sindaco girare di spalle e lasciare il suo posto: “Ora basta. Non vado avanti perché ogni volta che prendo la parola il sindaco si allontana per non sentirmi. É una brutta abitudine – ha rimarcato la Corda – che fa risaltare la sua totale mancanza di rispetto nei miei confronti. Se il sindaco ha dei problemi, parliamone”.
Il dialogo tra sordi, presieduto da Marzio Altana, è andato avanti con gli interventi di Davide Bacciu, Gianluca Corda, Alfideo Farina, Rino Piccinnu, Antonio Loriga ed Eugenio Carbini, mentre per la maggioranza è intervenuto il solo Pietro Carzedda.


