“Non fate partire la nave, stiamo arrivando al porto ma c’è molto traffico”. È il disperato, quanto vano, oltre che assurdo tentativo di spostare la partenza della nave per Civitavecchia giunto ieri sera al centralino della Capitaneria di Porto di Olbia.
Occorre anche aggiungere che la chiamata arrivava da un gruppo di turisti incolonnati in auto nella frazione di Murta Maria, a soli 11 km da Olbia ma in una delle strade più trafficate della Gallura.
Ovviamente quando il gruppo è arrivato al porto Isola Bianca il traghetto aveva già preso il largo.
“Non si capisce perchè quando si deve partire per nave ci sono passeggeri che arrivano all’ultimo momento e in alcuni casi hanno persino la pretesa che li si aspetti come è successo ieri – commenta il direttore marittimo Maurizio Trogu -. Quando si deve prendere l’aereo chiunque è obbligato a presentarsi entro un’ora dalla chiusura del volo ma, a quanto pare, la regola non è neppure presa in considerazione da chi deve imbarcare”.
Eppure tutte le compagnie di navigazione, nelle istruzioni allegate ai biglietti specificano l’obbligo di presentarsi all’imbarco un’ora prima. Evidentemente non basta.
Secondo il direttore marittimo l’andazzo di non considerare il traffico agostano e pensare che una nave si possa addirittura fermare banchina per attendere i ritardatari “fa parte di un malcostume che ancora esiste. Bisogna sempre tenere contro che il traffico, specie in questo periodo, c’è sempre sia verso l’aeroporto che il porto e ci si deve organizzare muovendosi per tempo. Mi dispiace per i turisti rimasti a terra – conclude Trogu -. Non sono i primi e se si continua ad arrivare al porto in ritardo non saranno gli ultimi”.


