I familiari di Luca Bussu, il giovane deceduto in seguito a un incidente stradale avvenuto in via Umbria a Olbia, ha accolto in lacrime la notizia del respingimento dell’archiviazione delle indagini sulla tragedia del 24 agosto 2019.
Il giudice del Tribunale di Tempio, Caterina Interlandi, accogliendo la richiesta del legale della famiglia Bussu, Giampaolo Murrighile, ha così determinato che entro 4 mesi si dovranno acquisire nuove indagini poiché, quelle inserite agli atti, sono state considerate carenti.
“Si apre di nuovo l’istruttoria – ha commentato Murrighile – e questo permetterà ai giudici di ascoltare diversi testimoni le cui dichiarazioni non erano entrate nella fase preliminare. Si tratta mettere agli atti le testimonianze delle persone che avevano assistito allo scontro e che avevano chiamato i soccorsi, rivelatisi, purtroppo, inutili”.
Come si ricorderà, il conducente dell’auto che proveniva dallo Stop di via Piemonte, ha sostenuto di aver attraversato l’incrocio dopo aver guardato attentamente destra e sinistra malgrado ci fosse, ad ostacolare la visuale, un’auto parcheggiata. Secondo la sua testimonianza, Luca Bussu, che proveniva da sinistra a bordo della sua motocicletta, marciava ad alta velocità.
Per il difensore del ragazzo, invece, in base alla ricostruzione della dinamica e alle testimonianze oculari, la motocicletta non superava i 50 km/h.
Con il conseguente rinvio a giudizio del conducente dell’auto coinvolta nel sinistro, si apre una nuova fase del procedimento che consentirà ai giudici di avere un quadro più completo della tragedia avvenuta all’incrocio tra via Piemonte e via Umbria nell’estate di due anni fa.


