In merito alla manifestazione da parte del nuovo soggetto politico “Caminera Noa” prevista per domenica prossima davanti all’ingresso del Mater Olbia definito “Un’operazione di natura colonialistica, che poco ha a che fare con la sanità e molto con le logiche di mercato”, prende posizione l’Associazione Diabete Gallura.
“È logorante – si legge nella nota – dover pensare ad una continua difesa contro chi non si rassegna a lavorare per impedire che il Mater possa nascere. Non solo da parte della massoneria legata alle cliniche private ma, purtroppo, anche da quella parte di società civile che dalla nascita di questo ospedale potrebbe solamente giovare.
L’attività di ricerca che sarà messa in atto dal Mater insieme ad altri importantissimi partner pubblici e privati non può essere considerato come qualcosa di dannoso per il territorio della Sardegna e non solo. Non si può continuare a sottrarre credibilità ad un progetto che, a regime, avrà delle ricadute positive, non solamente in termini economici, ma in termine di salute, per tutti noi.
L’Associazione Diabete Gallura sarà sempre in prima linea a difesa di presidi sanitari capaci di regalare eccellenze e speranze di guarigione o di miglioramento della quotidianità dei propri cari.
Oggi avremmo voluto avere sostegno a beneficio delle corrette rimostranze volte al miglioramento del servizio sanitario nazionale e delle prestazioni sanitarie offerte a chi soffre di malattie croniche quali il diabete mellito , prestazioni di discreto livello, ma non più eccellenti e tantomeno sufficienti a curare un numero di pazienti che conta il triste record europeo in termini di percentuali di ammalati rispetto alla densità demografica.
Dovremo invece, nostro malgrado, annunciare battaglia contro chi mai prima d’ora ha alzato la testa contro gli sprechi e le speculazioni sanitarie perpetrate spudoratamente da nord a sud della Sardegna in assoluta autonomia ma si oppone alla nascita di un nosocomio che illumina le speranze nostre e dei nostri figli e che vanterà la gestione sanitaria e scientifica della fondazione Gemelli .
Per noi – conclude il comunicato – non sarà mai necessario dotarsi di un appellativo in limba per dimostrarsi fieri amanti del proprio territorio sardo, assolutamente decisi nell’ottenere il diritto alla salute che territori quali la Gallura hanno sempre ottenuto parzialmente”.
