Ha ragione Luis Sepulveda, lo scrittore cileno famoso in tutto il mondo quando dice: “I libri di Marcello Fois s’impadroniscono della volontà del lettore: è impossibile lasciarli senza aver letto l’ultima parola. E questo accade solo con i grandi narratori”.
L’ultimo libro di Marcello Fois “Pietro e Paolo” è stato presentato e commentato dall’autore ieri sera a Olbia nell’attico di corso Umberto 33 come ultimo appuntamento annuale del progetto “Tinte fosche, autunno in noir”, nato dalla collaborazione dell’associazione Pulp, dell’associazione Argonauti, in prima fila nell’organizzazione del festival del cinema di Tavolara e la libreria Ubik di Olbia.
Incalzato dal bravo e preparato Salvatore Gusinu, Marcello Fois ha risposto a tutte le domande sul libro, ha emozionato e coinvolto il numeroso pubblico presente, ha spiegato che il suo romanzo, commovente e feroce, è dedicato all’amicizia. La sua potenza descrittiva ha fatto centro ancora una volta, Fois si è divertito e ha divertito nel raccontare la sua infanzia trascorsa a Nuoro, i ricordi della nonna e delle zie tutte tifose di lui.
Oggi Marcello Fois vive a Bologna con moglie e due figli, però appena può torna in Sardegna, alla quale è profondamente legato.
A conclusione della gradevole serata, Marcello Fois ha ammesso di avere incontrato Andrea Camilleri a Roma e di avere posto le basi per scrivere insieme un libro oppure un bozzetto per uno sceneggiato televisivo. Infine ha detto di conservare gelosamente una lettera autografata del mitico Camilleri scritta poco prima di morire a 1500 amici.

