Francesco Desogus, candidato alla carica di presidente della Regione Sarda per il Movimento 5 Stelle ha fatto tappa a Olbia in concomitanza con l’annunciato, poi rinviato, arrivo del ministro Costa. Nella sede «alluvionata» di via Lazio, ha incontrato la stampa insieme al deputato Nardo Marino, il consigliere comunale Teresa Piccinnu e i candidati della circoscrizione gallurese.
Sul Piano Mancini, rispetto a quanto riportato nel servizio precedente, Desogus ha detto che la contrapposizione tra Regione e Comune «è l’esempio più classico di come la politica tiri il freno a mano esclusivamente per interessi di partito». Sul fatto che il finanziamento destinato al piano di mitigazione del rischio idrogeologico parli di “opere cantierabili”, ha chiarito che si tratta di una prassi: «Il Governo non è entrato nel merito delle opere ma c’è una partita aperta (il Piano Mancini, ndr) il finanziamento è stato calato sulle schede progettuali esistenti.»
Desogus ha parlato di diversi argomenti cari al Movimento: «Noi abbiamo un programma aperto in continua revisione grazie ai tanti contributi. Tra le prime azioni ci occuperemo della sburocratizzazione della Regione che si è incancrenita su se stessa e non può dare tempistiche in nessun settore. Il secondo punto è quello di dare veri poteri agli enti locali con la creazione dei distretti territoriali».
Per quanto riguarda le questioni partitiche il candidato a presidente ha sottolineato che a differenza di quanto avviene nel Governo «qui in Sardegna la Lega è nemico al 100%. E mentre noi ci presentiamo per governare la Sardegna per la prima volta, gli altri sono capaci di fare esclusivamente operazioni di facciata. Abbiamo davanti degli opportunisti della politica come Zedda e Solinas che non hanno mai lavorato in vita loro né hanno mai timbrato un cartellino.
Da parte del Centro Sinistra ora c’è questa accelerazione improvvisa per portare sui tavoli tutte le cose che non hanno risolto in cinque anni. Ecco perché in questi 15 giorni che mancano alle elezioni promettono mari e monti. Tutte cose che abbiamo già visto e delle quali siamo stanchi: si tratta di evidenti prese in giro nei confronti dei cittadini.»
Desogus ha parlato di Continuità territoriale aerea e marittima. La prima «non mi piace perché è stata disegnata da Pigliaru e non funziona. A questo proposito dico che noi siamo a favore della continuità di secondo livello che ci consenta connessioni anche con altri aeroporti. Ma vogliamo anche lavorare per la tariffa unica sulle navi mentre adesso gli oneri portuali delle merci sono addirittura più cari rispetto alle tratte vere e proprie.»
E a proposito del sistema dei porti «ci vedo al suo interno un po’ di ATS – ha chiosato Desogus -. C’è sempre questo tentativo di centralizzare il governo di tante entità pur nelle differenze territoriali. Io penso che questo accentramento del potere se dà risultati positivi, si porta avanti, ma se arrivano risultati negativi, va rivisto completamente»
Il candidato del M5S ha poi parlato di temi sui quali occorre intervenire, dalla nuova visione dei distretti territoriali vicini ai Comuni, alla mobilità interna, dal trasporto pubblico, alle strade da realizzare «in convenzione con un Anas rivisitata per prendere in cura tutte le strade provinciali così come è stato fatto in altre regioni come in Emilia-Romagna. L’Ats Mostro burocratico il cui obiettivo era risparmiare. L’operazione non ha avuto gli effetti desiderati e ora tutti ne prendono le distanze, anche lo stesso Zedda lo aveva fatto in passato e ora tenta una difesa imbarazzante, visto che si ritrova Arru (assessore della Sanità uscente, ndr) tra i candidati.”


