Olbia 26 gennaio 2026 – “Mi piace fare il medico di base”. È uno dei passaggi riportati oggi dal quotidiano L’Unione Sarda nell’intervista a Marcello Acciaro, ex direttore generale della Asl Gallura, ora operativo all’Ascot di La Maddalena.
Nello stesso colloquio, secondo quanto pubblicato dal giornale, Marcello Acciaro spiega anche le ragioni del ricorso: “L’ho fatto per difendere i miei diritti da cittadino ma qua sto benissimo”. E respinge l’idea di aver beneficiato di sponde politiche: “Non sono mai stato protetto dalla politica”. In un altro passaggio rilanciato nell’articolo, l’ex dg rivendica il lavoro svolto: “Ritengo di aver ben operato alla guida della Asl Gallura”.
A queste dichiarazioni risponde la Uil Fpl. Il sindacalista Vito Langiu, insieme alla FP Cgil Nord Sardegna, interviene “per fare chiarezza” e indica come contestati alcuni snodi dell’intervista. In apertura, la nota sostiene che l’ex dg avrebbe mostrato “una fortissima resistenza al cambiamento” e che in riunione avrebbe “somministrato monologhi di ore”, con momenti chiusi da “dichiarazioni di sciopero”. La Uil aggiunge anche un rilievo sul metodo di confronto, parlando di informazioni e comunicazioni ai sindacati non sempre rispettate “spesso violando il CCNL”.
Il passaggio sull’interferenza della politica viene richiamato direttamente dalla Uil: per il sindacato, “ha ragione, a volte è un ostacolo”, con un riferimento esplicito a chi lo ha nominato “incapace di porre rimedio con le giuste misure e valutando gli obiettivi”. Poi l’affondo sui risultati attribuiti alla gestione: ospedali di Tempio e La Maddalena “ridotti al lumicino”, servizi “spostati o costituiti nel privato” e ulteriori reparti “in procinto di esservi spostati”, con la Uil che cita l’ortopedia e rivendica che il processo sarebbe stato fermato “a suon di scioperi e manifestazioni”.
Tra i punti indicati come più critici c’è anche il tema delle “piattaforme”, che la Uil descrive come un modello che “abbassa l’intensità di cura” perché unirebbe discipline non affini e utilizzerebbe personale “senza la giusta formazione”, con un’accusa specifica sulla mancanza di corsi.
Nella parte finale della nota, i sindacati richiamano il ruolo del commissario straordinario Ottaviano Contu, indicato come la figura che avrebbe fermato “lo sfascio” e affrontato l’estate in Gallura. Viene poi chiamata in causa Ares, con un appello alla presidente Alessandra Todde e la richiesta di un cambio di passo fondato su “trasparenza”, “valutazioni oggettive” e programmazione, oltre a interventi su carenze di personale, organizzazione dei servizi, accesso alle cure e liste d’attesa.
Paolo Dettori e Jessica Cardia (FP Cgil Nord Sardegna) e Vito Langiu (Uil Fpl) firmano il documento.


