Non sono neanche le sette di mattina quando Claudio scende dalla nave che da Civitavecchia l’ha riportato in Sardegna, alla stazione marittima di Olbia. Sorride, contro il sonno e la stanchezza. Ieri era a Piazza San Pietro, punto d’arrivo della Via Francigena. Un cammino che per lui è stato lungo cinquecento chilometri. Ne mancano pochi per Palau, dove vive, ma stavolta opta per il pullman.
Nel Medioevo la Via Francigena era un importante pellegrinaggio al pari di quello in Terra Santa e a Santiago di Compostela. La prima descrizione dettagliata del percorso la si ha a partire dal X secolo grazie all’arcivescovo di Canterbury, Sigerico; il quale dall’Inghilterra si incamminò attraversando Francia e metà della penisola per arrivare a Roma ed incontrare il Papa. Nei secoli si sono mantenute alcune tradizioni, a partire dalle tappe del tragitto, e la componente religiosa; ma sono in molti coloro che intraprendono il viaggio alla ricerca di un’esperienza catartica e mettersi alla prova.
È il caso di Claudio Inconis, 33 anni, nato a Cagliari e residente a Palau, giornalista e neo laureato in Storia e Società all’università di Cagliari. “L’aspettativa era di incontrare un’esperienza che ti porta a stare a contatto con l’essenziale . Uno zaino con qualche cambio e un po’ di acqua, poi solo le tue gambe. – spiega Claudio -, mi aspettavo, e così è stato, di vivere inseguendo i bisogni primari. E poi girare con lo zaino, essere un pellegrino, ti identitifca: molta gente nei paesi attraversati mi avvicinava, offriva da bere o chiedeva da dove venissi, cosa che non ti aspetti se arrivi da semplice turista”.

Il 17 agosto Claudio si è imbarcato da Olbia per Genova poi in treno fino a Sarzana. Dalla mattina successiva è da lì che ha cominciato il suo cammino. In tutto una ventina di tappe, tre regioni (Liguria, Toscana, Lazio) e decine di piccoli borghi e città attraversate. Sino alla basilica di San Pietro,”Non pensavo di provare alcune emozioni, addirittura io e un altro pellegrino, col quale abbiamo condiviso il tratto finale, ci siamo messi a piangere appena arrivati”.
Le giornate seguivano una rigida tabella di marcia: sveglia attorno le quattro e mezza, colazione e subito partenza per evitare le ore più calde. Pausa pranzo e a metà pomeriggio arrivo all’ostello nel paese di arrivo. “Per la strada gli incontri sono stati tanti, nessun sardo ma molti dalla Lombardia, specie dalle zone di Milano e Lecco, qualche veneto e alcuni stranieri, per di più tedeschi, inglesi. Praticamente tutti in viaggio solitari, la maggior parte erano donne e tra i 20 e i 30 anni. I maschi erano più grandi di me”. C’è chi era in cammino da oltre due mesi, chi si è concesso un’esperienza di una settimana e chi invece il tragitto lo compieva al contrario, da Roma a salire. In mezzo, sono nate simpatiche conoscenze e amicizie, e alcune tappe sono diventate di gruppo.

Il clima è stato quasi sempre dalla sua parte, solo una volta ha beccato un acquazzone, e il fisico, be’, ha retto senza fermarsi neanche un giorno in tre settimane. “Ma sia chiaro, oggi sto molto meglio di quando ho iniziato. A livello personale direi che il fisico reagisce sollecitandolo, ovvio che la stanchezza si senta ma niente che non possa passare con un po’ di riposo”. Un’esperienza da consigliare? “Parlo per me, non posso dire niente di negativo. E vorrei sottolineare che, insomma, parliamo della Via Francigena! Non è un qualcosa di minore o inventato da qualche anno, ma un cammino storico al pari di quello di Santiago. E che forse noi italiani non riusciamo neanche a capire e valorizzare. Ho attraversato centri che pullulano di storia che andrebbe valorizzata”. Terminato tutto, arrotolata la pergamena ricevuta a San Pietro – pronta a diventare un cimelio da custodire -, si torna alla normalità. Che è forse la tappa più faticosa.
Il percorso:
18/8 – Sarzana-Avenza 19 km
19/8 – Avenza-Pietrasanta 25 km
20/8 – Pietrasanta-Valpromaro 21 km
21/8 – Valpromaro-Capannori 21 km
22/8 – Capannori-Fucecchio 32 km
23/8 – Fucecchio-Gambassi 34 km
24/8 – Gambassi-Gracciano 30 km
25/8 – Gracciano-Siena 30 km
26/8 – Siena-Ponte d’Arbia 25 km
27/8 – Ponte d’Arbia-San Quirico 26 km
28/8 – San Quirico-Radicofani 33 km
29/8 – Radicofani-Acquapendente 25 km
30/8 – Acquapendente-Bolsena 25 km
31/8 – Bolsena-Montefiascone 21 km
01/9 – Montefiascone-Viterbo 18 km
02/9 – Viterbo-Vetralla 21 km
03/9 – Vetralla-Monterosi 28 km
04/9 – Monterosi-Formello 25 km
05/9 Formello-Roma (San Pietro) 30 km

