“La strumentalizzazione che si sta facendo della notizia, impostandola in primis come motivo di terremoto interno della maggioranza e in secondo luogo come presa di posizione contro una struttura che dovrebbe essere di eccellenza, è decisamente colorito e certamente ben lontano dalla realtà”. Parole del capogruppo leghista in consiglio regionale Dario Giagoni affidate a un comunicato stampa dopo il rinvio, di cui si è reso protagonista in Commissione dell’atto formale di finanziamento al Mater Olbia.
“La Lega non è contro il Mater Olbia, non è contro il servizio che siamo certi vorrà garantire, ma semplicemente vuole essere certa che tutto sia fatto nel modo corretto e che tale struttura non danneggi la possibilità di restituire dignità ai presidi ospedalieri esclusivamente pubblici.
Il mio voler prender tempo, per inciso sette giorni non certamente tempistiche bibliche, è doveroso per capire innanzitutto la destinazione dei 10 milioni per la ricerca scientifica stanziati per le annualità 2019/20.
È doveroso anche chiarire il ruolo che la nascita del Mater giocherà sulla reistituzione dell’ASL Nord-Est Sardegna, è di vitale importanza non essere precipitosi in quanto si andranno a destinare 25 milioni di euro per il solo 2019 e ben 60,6 milioni per il 2020 e il 2021 provenienti dalla gestione del bene pubblico dei sardi”.
Per il resto Giagoni non fa nessun riferimento alla bacchettata pomeridiana di Giorgio Oppi che ha smentito categoricamente di aver detto che il Mater Olbia influirà negativamente sulla formazione della Asl gallurese, ma risponde a Meloni: “Si rassereni e si riprenda pure dallo sconcerto, dunque, l’onorevole collega gallurese Meloni, nessun blocco nè muro solo la richiesta di delucidazioni e la messa in opera di un’arte di cui a sinistra sembrano essere privi: il buon senso”
E chiude: “Per la fretta, si sa, la gatta fece i micini ciechi e noi questo non lo vogliamo di certo”! Su questo ultimo passaggio è doveroso ricordare all’on. Giagoni che quando si parla di Mater Olbia non si può certo parlare di fretta, anzi tutto l’opposto.


