★VIDEO★ Tra i circa mille coltelli sequestrati c’erano le classiche pattadesi e anche gli arburesi, i guspinesi, i sinniesi, coltelli da scuoio a serramanico e a lama fissa, che si presentavano simili agli originali tanto da indurre in errore un normale acquirente. Tutti corredati perfino da un certificato di garanzia che ne attestava la lavorazione artigianale e consentivano perfino di verificare come l’imprenditore finito nel mirino dei Baschi verdi acquistasse i coltelli dal Pakistan per pochi dollari, rivendendoli, poi, in negozi sparsi nell’Isola e online ad un prezzo che poteva superare i 400 euro.
L’attività delle Fiamme Gialle coordinate dal colonnello Marco Salvagno, scaturita da un primo sequestro effettuato a Golfo Aranci nel mese di maggio, ha riguardato un imprenditore della provincia di Cagliari, presente su diversi siti di vendita on line e in numerosi negozi dell’isola, il quale reclamizzava i propri prodotti spiegando come per la loro realizzazione venissero impiegati “i migliori materiali, acciai per le lame, legni e corna per i manici” con lame “realizzate “in acciaio damascato, particolare lavorazione a venature di ricercato pregio e bellezza”.
I finanzieri del Comando Provinciale di Sassari, coordinate dal procuratore della Repubblica di Tempio, Gregorio Capasso e dal sostituto procuratore, Nadia La Femina, hanno così concluso un’articolata operazione nel settore della tutela del Made in Italy e delle frodi ai consumatori sequestrando, presso diverse aziende specializzate nella vendita di prodotti sardi, circa 1000 coltelli recanti false indicazioni sulla provenienza. Di seguito il video del sequestro.


