OLBIa. “Ciao, sono Paolo, chiamatemi Paolo e datemi del tu”. La butta sul confidenziale, il candidato alla presidenza della Regione per conto del centro destra. Giacca blu a un petto, pantaloni grigi, camicia immacolata, senza cravatta, Paolo Truzzu sceglie Olbia come prima delle otto tappe che lo porteranno nei collegi della Sardegna, e il popolo delle nove sigle che lo sostengono gli tributa applausi a gogo, nella sala della stazione marittima che “tanta fortuna” (parole di Settimo Nizzi) ha portato a Forza Italia dai tempi del Berlusca festante.
Nizzi, già. Stringe quasi 400 mani, e parla prima di Paolo Truzzu, e dopo Giovanni Donzelli, il capo nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, “il partito dei presidenti” – dice – alludendo a Giorgia Meloni e pronosticando la vittoria al suo “amico di vecchia data” Paolo Truzzu, fin dai tempi in cui militavano in Alleanza Nazionale ed erano a stretto contatto con l’attuale capo del governo nazionale.
Nizzi, dicevamo. Dopo aver regalato un endorsement a favore di Angelo Cocciu (“ha cominciato la sua campagna elettorale cinque anni fa, appena fu eletto consigliere regionale”), facendo storcere un po’ il naso agli altri candidati forzisti come Sabrina Serra e Bastianino Monni), il primo cittadino ha fornito gli assist a Truzzu, rammentandogli che lui e Olbia lo tampineranno a proposito di sanità da curare, di provincia da (ri)creare, di Autorità Portuale “oggi unica, ma da sdoppiare subito a favore di Olbia”, di assessori competenti da nominare dopo aver vivisezionato i loro curriculum (come aveva suggerito poco prima Giovanni Satta di Alleanza Sardegna).
Paolo Truzzu ha raccolto volentieri la sfida, partendo da alcuni numeri come la popolazione della Sardegna (1.575.000 abitanti), quella di Cagliari (147.000) e quella di Baradili (79 abitanti), il più piccolo comune dell’Isola, dal quale è partita la campagna elettorale del candidato governatore.
“Ascolterò tutti – promette Paolo Truzzu, raccogliendo gli inviti rivoltigli dai rappresentanti dei partiti, e ricordando il legame con il territorio (la madre era di Berchidda) e con le spiagge galluresi-, mi impegno a risolvere non tanto i problemi dei singoli, o di un singolo territorio ma di tutti i sardi. Anche a rischio di scelte impopolari (lui ne sa qualcosa, a proposito dei numerosi cantieri di Cagliari), mi muoverò nel solo interesse della comunità sarda, anche a costo di dire qualche no, confidando anche nella collaborazione delle opposizioni che vanno rispettate. Nell’interesse di tutti, i colori politici si attenuano, quando si ha a che fare con persone di buonsenso: lo dico per esperienza diretta”.
In platea, c’erano tutti (o quasi: non c’era per esempio Christian Solinas). I due assessori regionali Andrea Biancareddu e Giuseppe Fasolino, i consiglieri regionali uscenti (a parte Giovanni Antonio Satta, Udc, che ha deciso di non ripresentarsi), una moltitudine di consiglieri comunali del territorio, militanti più o meno attivi, e nessuna bandiera.
I nove partiti che supportano Truzzu hanno aperto la serata. Dopo Uccio Iodice (Dc di Rotondi), ecco sfilare i due Satta (Giovanni e Giovanni Antonio, ex sindaci di Buddusò), Dario Giagoni (Lega), Fabio Albieri (Sardegna al Centro 20venti), Pietro Carzedda (Forza Italia), Quirico Sanna (Psd’az), Michele Cossu (Riformatori), Antonella Zedda, coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia.



