Nel cuore dell’Area Marina Protetta, vi presentiamo un itinerario che ci porta alla scoperta della parte visitabile, terrestre, nel versante ovest dell’isola di Tavolara.
Per chi non potesse organizzarsi con la propria barca, per raggiungere l’isola durante la stagione estiva si può comodamente usufruire del servizio giornaliero delle imbarcazioni in partenza da porto San Paolo. Sbarcati al pontile di Tavolara, la prima cosa che colpisce, rinnovandosi ogni volta, è la sensazione di trovarsi sotto la vetta di una montagna dolomitica, e nello stesso tempo, la possibilità di immergersi in acque cristalline, un po’ come nuotare in montagna.
Si può iniziare il primo percorso partendo dal punto informazioni dell’Area Marina Protetta, posizionato dietro i pontili. Il “sentiero del prolago”, ci porta a visitare la parte granitica di Spalmatore di Terra. Dopo un passaggio a Cala Tramontana, spiaggia di sassi levigati, multicolore mescolanza di granito e calcare, si passa, proseguendo il sentiero ben delimitato, davanti allo storico piccolo cimitero dell’isola. Diversi cartelli didattici installati dall’AMP sulla geologia, storia, flora e fauna arricchiscono la passeggiata.

In pochi minuti si giunge al “passaggetto”. Si tratta di un istimo di sabbia che collega al piccolo isolotto di Punta Spalmatore diventato un tutt’uno col resto dell’isola. Quando dopo le forti mareggiate, la sabbia viene spalmata via, si crea un passaggio parzialmente sommerso dalla marea, dove le persone sembrano camminare sull’acqua. Spesso d’inverno la spiaggia risulta ben sopra il livello del mare grazie alla bassa marea. A volte la si può vedere completamente ricoperta di foglie di posidonia. Alle prime maestralate di primavera, la forza del vento la ripulisce perfettamente, riscoprendola nella sua naturale bellezza.

Per tornare si continua il sentiero lungo la costa per poi attraversare la lunga spiaggia sabbiosa di Sa Co’ e Terra. Sul lato sud, dopo la piccola caletta sabbiosa del pontile militare, inizia il percorso per Punta La Mandria. Da questo versante si lascia il granito per addentrarsi nella parte calcarea dell’isola.
Leggermente in salita, vale la pena percorrere questo sentiero per la bellezza della vista di cui si può godere, soprattutto, dall’alto della falesia. Nella grotta, poco prima della fine del percorso, spesso, trovano rifugio le famose capre di Tavolara. Il punto di osservazione, seppur a meno di 100 mt di altitudine, permette di vedere un bel tratto di costa: da Coda Cavallo passando per Molara fino al Golfo di Olbia e nelle belle giornate, dietro Capo Figari i monti della Corsica.
Lungo il tragitto si incontrano diversi forni della calce in buon stato di conservazione. A metà degli anni 50, la produzione in loco divenne poco conveniente e i forni vennero definitivamente abbandonati. Alcuni dei più grandi sono stati riadattati creando delle abitazioni, all’apparenza molto semplici, forse spartane, certamente con una fantastica vista mare.
Per gli amanti del nuoto con maschera e boccaglio non mancano i tratti di costa di notevole interesse naturalistico. Si possono seguire diversi itinerari, sia a nord riparati dallo scirocco, che a sud al riparo dalle frequenti brezze estive orientali.



