Contro l’inciviltà occorre adottare la linea dura. E così il Wwf chiede il massimo della sanzione amministrativa e parla addirittura di “Daspo Ambientale” nei confronti dei turisti che, a caccia di souvenir, saccheggiano le spiagge sarde.
“Si auspica che una simile tipologia di turista non metta più piede nella nostra isola”, avverte Carmelo Spada, delegato Wwf per la Sardegna. Nello specifico si fa riferimento a due episodi ravvicinati di pochi giorni fa. Uno nell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, dove un turista ha fatto sua una nacchera di mare dalla spiaggia di Porto Giunco (Villasimius); l’altro nell’area marina protetta di Cala Cipolla, dove un turista ha fiocinato e squartato in riva un esemplare di razza. “Il Wwf annuncia che in entrambi i casi si costituirà parte civile contro i “barbari ambientali” che compiono simili atti criminali contro natura con l’aggravante che essi sono stati perpetrati all’interno di aree marine protette”, ha concluso Carmelo Spada delegato Wwf per la Sardegna.
Caccia ai “souvenir” che riguarda di tutto, dalle conchiglie alla sabbia e persino i sassi. In mezzo, anche i casi delle coste olbiesi: solo la settimana scorsa è stata ritrovata una nacchera in un cestino della spazzatura dell’aeroporto, e diversi turisti sono stati fermati appena prima di imbarcarsi con la refurtiva,gli ultimi proprio questa mattina.


