★VIDEO★ CAGLIARI 16 GENNAIO. Il presidente del Consiglio Gianfranco Ganau ha appena dato il via alla votazione. Alcuni esponenti del PD si alzano e a quel punto dalla tribuna “gallurese” qualcuno urla Buuuuh. Ganau ordina lo sgombero dell’aula. Accendo la telecamera per filmare l’uscita del pubblico composto da decine di sindaci, l’ex parlamentare Gian Piero Scanu, segretari sindacali, amministratori e gruppi di liberi cittadini.
Si noti che sono in una tribuna nettamente separata da cui non mi sono mai mosso. Ho il pass Stampa ben visibile all’altezza del taschino frontale della giacca.
A quel punto scatta l’aggressione di almeno cinque uscieri. Mi strattonano mentre tento di restare in piedi ma mi spingono e più volte rischio di cadere tra le poltrone, qualcuno mi strappa la telecamera e me la porta via e ancora gli altri continuano a spingermi verso l’uscita. Mentre l’aula è piena di consiglieri che assistono all’aggressione, Fasolino urla verso Ganau “Butti furi anche me, me ne vado”.
Gli uscieri sono tutti addosso a me, malgrado la mia stazza mi sollevano di peso e continuano a spingermi. Invoco Ganau. Gli urlo più volte che sono un giornalista ma lui, ancora seduto al suo posto mi guarda, vede perfettamente la scena ma non interviene. “Presidente – gli grido – non la riconosco. Sono un giornalista, perchè mi sbatte fuori?”. Non risponde mentre gli uscieri continuano a spingermi. Sbatto al muro e alle porte e non riesco a difendermi, non ho più la telecamera né il resto delle apparecchiature compreso il computer.
Ora sono fuori dall’aula insieme agli altri galluresi che fanno da scudo. “Lasciatelo, vergogna”, l’on. Scanu e altri amministratori si piazzano davanti agli uscieri: “Lo avete aggredito e non potete farlo, vergognatevi.”
Qualcuno del pubblico mi riconsegna lo zaino, la telecamera il computer. Rimetto tutto dentro e tento di calmarmi. Dall’aula salgono Fasolino, Meloni, la Zedda e altri. “Inconcepibile il vostro comportamento” dicono rivolgendosi agli uscieri. Poi tutti scendiamo le scale. Ancora qualche minuto e finalmente lasciamo l’edificio.
Fuori l’aria è fresca. Sono in un bagno di sudore ma ci voleva. Trecento metri a piedi per raggiungere il parcheggio respirando a pieni polmoni prima di entrare in macchina e dirigere verso casa, la nostra Olbia. Di seguito i pochi frammenti di video registrati prima che gli uscieri mi strappassero la telecamera di mano:


