In tanti, abitanti del posto e turisti, ricordano la nave incagliata come parte del paesaggio costiero del tratto di mare tra Porto San Paolo e Costa Dorata. Oggi, trascorsi 45 anni dal naufragio della motonave Chrisso, il mare ha inesorabilmente inghiottito anche l’ultima testimonianza del vecchio relitto. La parte affiorante della prua si é inabissata, le ultime mareggiate hanno portato a termine un lungo e incessante lavoro.

La nave da carico Cipriota si incagliò sugli scogli di punta la Greca la notte di capodanno del 1974. Una mareggiata di tramontana la fece disancorare e nonostante non ci furono danni per l’equipaggio, la sua sorte fu segnata dal primo momento.
Nella tradizione marinaresca non porta bene cambiare nome ad una nave e la Chrisso ne aveva cambiati svariati. Per alcuni anni si poteva incontrare il guardiano della nave che viveva a bordo nella speranza dell’armatore di poter recuperare prima o poi la nave. Poi il colpo di grazia: un incendio a bordo divorò tutto ciò che incontrava sopra la superficie dell’acqua e da quel giorno il mare e il vento iniziarono la loro lenta opera di demolizione.
Adesso ciò che rimane della nave sarà dimora di pesci e altri organismi marini e andrà ad aggiungersi agli altri siti per immersioni subacquee dell’area marina protetta di Tavolara e Coda cavallo.

