Nel corso della cerimonia dello svelamento dell’opera realizzata dagli studenti della scuola Amsicora di Olbia, Diego Decandia, pensionato di Olbia, avrebbe voluto intervenire, ma la sua timidezza gliel’ha impedito. Così, questa mattina, ha chiamato Olbianova chiedendoci di riportare il suo ricordo nei confronti dello storico fondatore dell’Avis, Franco Serra (suo cognato) che “nessuno si è ricordato di menzionare – ha detto – e questo mi è dispiaciuto molto”.
“Franco Serra – ricorda Decandia – è stato il promotore dell’Avis di Olbia. Lavorava all’ufficio di collocamento all’Isola Bianca e dopo la nascita di Roberto, uno dei sui tre figli, fondò la sezione olbiese dell’Associazione Volontari Italiani Sangue.
Roberto era affetto da anemia mediterranea e per questo motivo Franci si rese conto, in prima persona, di quanto fosse necessario creare un movimento di donatori organizzato. La richiesta di sangue era crescente e per dare vita a un gruppo di volontariato, se non ricordo male era il 1967, aprì la sede Avis al cosiddetto “palazzo Capirosso”, al centro di Olbia, dietro la chiesa di San Paolo”.
Decandia sottolinea la grande passione di Serra per l’iniziativa. “Franco aveva capito che quel gruppo di donatori regolari e motivati poteva crescere e aumentare sensibilmente di numero. In ballo c’era la sopravvivenza di tante persone e tanti bambini come suo figlio.
Con lui – dice Diego Decandia frugando nella memoria – c’erano Franco Mignogna, Mario Folino, Rosanna Buccero, Franco Ciulla e molti altri olbiesi che si davano tanto da fare, non solo come donatori ma facevano proselitismo per allargare la cerchia e portare continuamente gente nuova”.
Poi il dramma della scomparsa di Roberto segno la sua vita: “Aveva solo 16 anni. Roberto si spense tra le sue braccia. Franco rimase presidente ancora per un paio di anni e poi lasciò l’incarico a Pino Mulas che aveva fatto di tutto per averlo a Olbia attraverso continue pressini sul presidente dell’Avis di Sassari. Lo stimava molto e da Ozieri, Pino Mulas, arrivò in città. Franco Serra morì nel 2002”.
Decandia ribadisce: “Mi sembrava giusto, in una giornata di ricorrenza mondiale unita all’evento locale dello svelamento dell’opera degli studenti sul lungomare, ricordare un grande uomo che ha dato inizio a una grande associazione di volontariato così importante perché chiamata quotidianamente a rinnovare l’impegno di tutti i donatori per migliorare la qualità della vita di tantissime persone”.


