A frenare gli entusiasmi sulla nuova eventuale formazione di Fratelli d’Italia a Olbia, scomparso dalla scena politica attiva da oltre un anno, ci pensa il deputato Salvatore Sasso Deidda che in sintesi dice: “Prima di utilizzare il marchio del partito occorre risolvere il problema della collocazione. È Fondamentale”.
Non usa mezzi termini il deputato da sempre vicinissimo a Giorgia Meloni dopo l’uscita sulla Nuova Sardegna, in edicola oggi, dell’ex senatore di Forza Italia e regista della Grande Coalizione, Fedele Sanciu, che ha parlato, da neo tesserato, a nome di FDI:
“Non esiste che il nostro partito sieda negli stessi banchi con PD e 5Stelle. Siamo da sempre incompatibili e non possiamo certo accettare che chiunque si candidi al tesseramento con noi sieda a un tavolo comune con la sinistra. D’altronde, con grande dispiacere, non siamo entrati nelle elezioni olbiesi e ora non siamo certo disposti a farci rappresentare dentro una colazione con la sinistra. Si sappia: siamo un partito coerente con i nostri valori e non lo accetteremo mai”.
Sasso Deidda rimarca il fatto che “le diatribe olbiesi non ci interessano e non ci vogliamo entrare ma, per esempio, ho visto in diretta il comizio di Conte al molo Brin di Olbia in cui il leader pentastellato si è scagliato contro Giorgia Meloni ma forse nessuno gli aveva detto che alcuni nostri tesserati erano nella stessa coalizione. Assurdo”.
Al momento, è giusto sottolinearlo, le candidature al tesseramento non riguardano nessun consigliere in carica, anche se l’attuale coordinate gallurese Gigi Carbini sembra soffiare sulla brace ma, a sentire Sasso Deidda, è escluso senza riserve che verrà dato l’ok a rappresentate il partito a chiunque sieda nei banchi dalla minoranza.
D’altronde, lo stesso deputato in un suo post di questa mattina dice con estrema chiarezza: “Qualcuno pensa di entrare in casa d’altri e comportarsi come nelle precedenti (elezioni) che sono finite inesorabilmente distrutte a causa proprio di questi comportamenti. Costruire la nostra casa è costato fatica e sacrifici ma abbiamo fatto della coerenza una delle nostre bandiere”.
In attesa di sentire la sponda olbiese (Sanciu è stato invitato a un dibattito sull’argomento la sera sera stessa del congresso di Tramazza ma ancora non ha accettato di sottoporsi alle nostre domande), sarà interessante sentire anche cosa ne pensa in proposito quella parte della Grande Coalizione additata da Sasso Deidda (PD, M5S) che non starà di certo alla finestra viste le chiare premesse sul No ai simboli per tutta la legislatura.

