I resti dell’antico foro romano di Olbia, in Corso Umberto, hanno finalmente un cartello esplicativo. Dopo l’addio alle bottiglie di plastica per l’evento Ocean Night, è stato posizionato un cartello realizzato dall’Aspo con una foto degli scavi, effettuati nel 2006, che riportarono alla luce la pavimentazione del foro romano.
Presente un testo (curato dall’archeologa Letizia Fraschini), in italiano e in inglese, che racconta la storia del foro e degli edifici che adornavano l’Olbia romana.
Il cartello è poi dotato di una cartina che indica alcuni dei luoghi più importanti dell’Olbia romana: il foro per l’appunto, ossia la piazza pubblica per eccellenza della città, il porto, i moli e i templi che adornavano la via principale (il decumanus maximus).
Più avanti, risalendo il Corso, sono stati posizionati due ulteriori cartelli. Il primo, sulla parete di destra, indica il punto in cui il sottosuolo conserva i resti del tempio dedicato alla dea Venere e in cui fu poi costruita la Chiesa di Santa Maria del Mare esistente fino all’800.
Il secondo, sul suolo a sinistra, indica il secondo tempio romano nel sottosuolo. Anche qui era presente una chiesa, intitolata a Sant’Antonio Abate, anch’essa demolita nell’800.


