Il Pubblico Ministero Ilaria Corbelli, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania, ha revocato l’ordinanza di sequestro preventivo a carico del Cipnes. Il provvedimento della Procura si basa sulla relazione tecnica depositata lo scorso 12 febbraio 2019 dalla dottoressa Corrias dell’Arpas che aveva escluso la pericolosità dei rifiuti posti sotto sequestro il 3 dicembre 2018.
Nel decreto del magistrato si fa presente che “tutti gli accertamenti sono stati eseguiti e le indagini risultano compiute”. L’esecuzione del decreto di revoca è stato affidato dagli ufficiali di giudiziaria del Noe di Sassari.
“Il Cipnes Gallura – si legge in una nota – esprime soddisfazione per l’esito dell’inchiesta, e intende sottolineare l’estrema correttezza della Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini sui rifiuti conferiti alla discarica di “Spiritu Santu” nel rispetto assoluto delle garanzie della difesa.
Ma il Consorzio – continua il documento – non può fare a meno di rimarcare l’atteggiamento superficiale dell’Arpas. L’agenzia infatti ha fornito alla Procura della Repubblica informazioni totalmente errati, che hanno dato la stura a una serie di reazioni, soprattutto sui social network, anche scomposte, oltreché diffamatorie, evocando presunti legami con la malavita organizzata, che hanno leso in maniera gravissima l’immagine del Cipnes, del suo presidente, della direzione, dei suoi dirigenti e delle maestranze che si occupano quotidianamente della gestione della discarica di Spiritu Santu.
Non è sufficiente – rimarca il Cipnes – chiedere scusa per quello che è stato definito “un errore materiale”, in quanto un’Agenzia come l’Arpas, nata proprio per verificare la legittimità e la regolarità del trattamento dei rifiuti, nell’analizzare dati così sensibili e delicati come quelli relativi allo smaltimento dei fanghi di depurazione delle acque reflue, avrebbe dovuto controllare e verificare più volte la natura degli stessi, e solo alla fine di questa approfondita analisi avrebbe dovuto fornirli alla Procura della Repubblica che, come detto, ha gestito l’intera vicenda, nel pieno rispetto del diritto al contraddittorio, più volte manifestato dallo stesso Cipnes.
Alla luce di quanto sopra – conclude la nota – il Consorzio industriale sta valutando con i suoi legali l’opportunità di citare in giudizio l’Arpas per eventuali richieste di risarcimento danni e di immagine patiti”.


