Olbia 18 febbraio 2026 – Un immobile che da anni concentra segnalazioni tecniche e criticità strutturali entra nel patrimonio dell’amministrazione olbiese. Anzi, se lo ritrova sul groppone. L’ex Alberghiero di Poltu Cuadu, dopo un lungo rimpallo tra i due enti, passa nella disponibilità dell’amministrazione locale. Il cambio di titolarità, però, non basta a incidere sulle condizioni della struttura, descritta nei documenti ufficiali come fortemente degradata e non idonea a ospitare in sicurezza uffici e servizi.
Nell’edificio lavorano dipendenti di Abbanoa e il Comando della Polizia Locale guidato dal dirigente Giovanni Mannoni. Le relazioni tecniche e il Documento unico di valutazione dei rischi interferenti riportano un quadro definito: distacchi continui di masse cementizie, ferri di armatura esposti e ossidati, infiltrazioni diffuse e compromissione dei requisiti di stabilità. Si parla di concreti profili di pericolo per lavoratori e utenti. L’ascensore risulta fuori uso e l’immobile viene indicato come non accessibile anche per cittadini e utenti diversamente abili a causa delle insormontabili barriere architettoniche interne.
Sopra i locali utilizzati dagli agenti si trovano piani interi dove si accumula oltre mezzo metro di guano. Un carico che grava su solette ammalorate con ferro a vista già interessate da fenomeni di ossidazione e distacchi. Un elemento che si aggiunge a un quadro complessivo segnato da degrado strutturale e carenze manutentive protratte nel tempo.
Nelle settimane scorse si è verificato un ulteriore episodio: alcuni dipendenti di Abbanoa hanno assistito al distacco di intonaci e parti di solaio cadute a poca distanza dalle postazioni di lavoro. Un fatto che conferma quanto riportato nei documenti tecnici, dove la caduta di calcinacci viene indicata come rischio costante.
Il quadro era già stato formalizzato nella comunicazione inviata al Comune nel maggio 2024 dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Nella nota si evidenziano gravi carenze strutturali, la dichiarazione di inagibilità di buona parte dell’edificio e la necessità di individuare una sede alternativa fino alla realizzazione degli interventi di messa in sicurezza.
Sul piano organizzativo, l’amministrazione ha nel tempo trovato sedi per gran parte dei propri organi. Resta irrisolta la collocazione della Polizia Locale che nell’organigramma comunale continua a essere la cenerentola dei servizi amministrativi. Una condizione che, secondo quanto viene segnalato, rivela una scarsa attenzione verso il Corpo e lascia gli agenti operativi in una sede indicata come inadeguata e pericolosa dove, per altro, i bagni spesso non funzionano.
Il passaggio dell’immobile al patrimonio comunale non modifica, ovviamente, lo stato dei luoghi. La riqualificazione richiederà interventi strutturali complessi e investimenti di diversi milioni di euro di denaro pubblico. Nel frattempo l’edificio continua a ospitare personale e servizi in un contesto che le relazioni tecniche descrivono come critico. Una vergogna tenerci i Vigili, immagine della città.



