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Curiosando tra gli assessori “impara a volare”, le mise delle 13 donne e dei 16 maschietti

Augusto Ditel di Augusto Ditel
28 Ottobre 2021 ore 18:08
in Politica
Tempo di lettura 3 min.
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Capello lungo per le donne di centrodestra, cortino per quelle dell’altra parte. L’occhio del curiosone che, con qualche facezia, cerca di smorzare le tensione, in quello che somiglia molto al primo giorno di scuola, atterra sulle acconciature sulle nove signore che siedono negli scranni in pelle umana del consiglio comunale, e sulle quattro che fanno parte della giunta.

I COLORI. Colpisce assai il rosa confetto scelto dalla parrucchiera del neo vicesindaco Sabrina Serra. Lei fa “ciao ciao” con la manina e conquista subito il centro della scena, o meglio il centro della lussuosa scrivania che ospita gli assessori. Alla sua destra invece scatta la selezione per le miss più giovani e avvenenti: Antonella Sciola ed Elena Casu ostentano una lunga capigliatura castana ed elargiscono sorrisi per la stampa.

Niente a che vedere con il biondo classico della confermata Simonetta Lai, destinata a ricoprire il ruolo di chioccia per le neofite, per gli assessori “impara a bolare”, come suggerisce uno degli ultimi irriducibili amanti della battuta in olbiese. Laggiù, nei banchi dei consiglieri di maggioranza, Cristina Mela (capello corto) e Ivana Bolacchi (lungo) monitorano con nonchalance tutti i movimenti dell’aula, prima che comincino i lavori.

A proposito di colori, non c’è da meravigliarsi della montatura celestina degli occhiali di Vanni Sanna, che decide senza tentennare un attimo di accomodarsi in mezzo a due donne diversamente anziane: gli spetta di diritto il titolo di “beato”. Chissà se, chi lo conosce meno, è a conoscenza – oltre che delle materie che tratterà come assessore – anche della sua versatilità a imitare i suoi colleghi più caratteristici, nelle giuste occasioni meno formali? Beh, di materiale su cui lavorare, Sanna, ne ha abbastanza.

LE CRAVATTE. Ormai la politica sta diventando meno formale, se si pensa che alla Camera dei deputati non è più obbligatorio arrivare in aula con la cravatta, che può essere sostituita dalla camicia o anche da una t-shirt scura girocollo (vietate le canottiere). Qualcuno però ha pensato di annodarsi al collo l’indumento. Pochi, per la verità. Vanni Sanna e Alessandro Fiorentino (presente il padre Fabio, emozionatissimo, senza la sua batteria, con la moglie Luisella) per la giunta, Gianluca Corda, Nino Sanciu, Angelo Cocciu (presente anche la mamma), in completo blu con gilet, per il Consiglio.

Cravatta anche per il sindaco Settimo Nizzi, in completo blu notte, e per il neo presidente dell’assemblea Marzio Altana. Ma, a proposito di eleganza, a parte la mise in bianco e nero di Ivana Russu, spiccava quella di Pasquale Ambrosio, in completo blu gessato a due spacchi (“chissà dove l’avrà comprato?”, si chiedeva un intelligentone nel pubblico).

Niente cravatta nanche per Bastianino Monni (domanda sussurrata dal pubblico: “ma perché indossa pantaloni color panna?”) e per Marco Balata, che le ha tutte regalate al padre. E Augusto Navone? Giacca blu pure per il capo dell’opposizione, con camicia bianca con le cifre blu ricamate.

TELEFONINI. Le bollette dei cellulari sono schizzate all’insù, nelle quattro ore dei lavori. Telefonate sì, ma soprattutto messaggi whatsapp, telegram e anche signal. Si è particolarmente distinto Settimo Nizzi, molto attivo nelle chat e nella consultazione del suo telefono, quando parlava il suo antagonista Navone. Quest’ultimo invece ha usato poco il cellulare, intento com’era ad ascoltare ogni parola del dibattito e della sua efficientissima spin doctor.

ONOREVOLI. “Attenzione, ma in aula c’è anche l’assessore regionale Andrea Biancareddu?”. Panico in sala. Il sosia dell’ex sindaco di Tempio è Ezio Setzi, con qualche centimetro in meno. La telefonata più lunga l’ha fatta il consigliere regionale del Pd Giuseppe Meloni (chi scrive, immagina chi fosse o fossero i suoi interlocutori), il quale si è addirittura appartato al di fuori dell’aula consiliare, preoccupandosi anche di coprire la bocca con le mani, casomai qualcuno volesse individuare il labiale.

A parte Meloni, gli altri consiglieri regionali che non hanno voluto mancare alla seduta inaugurale erano il sardista Giovanni Satta (presente anche il fratello Massimo, sindaco di Buddusò) e il pentastellato Roberto Li Gioi, che si è fatto fotografare 134 volte con la consigliera Teresa Piccinnu (neo capogruppo di se stessa), accollatissima e di nerovestita.

LE DIVISE. Tra gli ospiti, qualche sacerdote che non guasta mai perché dai peccati bisogna farsi assolvere. Divise dei carabinieri, ma anche della Guardia Costiera, che può sempre servire in un ambiente dove gli approdi sono (o possono essere) frequenti.

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