“In riferimento al servizio relativo ai disservizi del Tribunale di Tempio e dell’intervista del Presidente del Tribunale dott. Magliulo, mi preme evidenziare come una delle concause di questa situazione di imbarazzo e preoccupazione sociale, finalmente riconosciuta e messa all’attenzione dei media anche dall’Ufficio Giudiziario, sia l’attuale collocazione geografica del Tribunale a servizio della Gallura.” E’ quanto sostiene il presidente del Comitato Civico per l’Istituzione del Tribunale ad Olbia, Ciriaco Pileri.
E’ noto, infatti – si legge nella nota – che le sopravvenienze (ossia i nuovi procedimenti) di cui lo stesso presidente parla, confermando, così, come quello gallurese sia il terzo tribunale isolano, provengano in gran parte dalla città di Olbia.
Ferma restando la sacrosanta rivendicazione della pianta organica, da attualizzarsi in base ai numeri, come bene ha spiegato il presidente Magliulo, tanto da rendere evidente la disparità di trattamento, deve essere anche detto che, sino ad oggi, aver inserito magistrati e risorse nella sede decentrata di Tempio non ha prodotto una soluzione al problema ma, e qui sta il paradosso, scoperture di organico perenni, per il semplice fatto che gli addetti, appena possibile, chiedono il trasferimento ad altra sede, provocando, a catena, il rallentamento dei processi civili e la inevitabile discesa verso la prescrizione di quelli penali, fortunatamente non tutti!
A riprova di questo si sappia che il Tribunale di Tempio, nello scorso anno, è stato riconosciuto come sede disagiata, ed anche questa semplice attestazione conferma la disfunzione dello stesso, il cui risvolto pratico ed economico è il seguente: ad ogni Magistrato che chieda il trasferimento in detta sede viene riconosciuto un incentivo economico di circa 4.000 euro al mese oltre la normale retribuzione, 9.000 euro per le spese di trasferimento ed il raddoppio del periodo contributivo per 4 anni, ossia 8 ai fini del calcolo pensionistico. Numero di risposte pervenute: 0! (leggasi zero)
Per contro – continua l’avvocato Ciriaco Pileri – non considerare quest’aspetto, che tutti conoscono soprattutto negli ambienti giudiziari, così come è stato fatto in passato sia dalla Magistratura che dalla Politica, rischia di vanificare gli appelli, benché accorati, al miglioramento della giustizia e, per di più, come paventato in occasione dell’ultima ispezione ministeriale, la chiusura del presidio.
E a tanto vale, poi, sbandierare che le prescrizioni penali sfondino barriere da impunità garantita o che ci sia in atto una mancata giustizia, tanto più che il problema va avanti dagli anni ’70 e non è stato scoperto oggi.
L’appello del Comitato è sempre lo stesso – chiude la nota – : rifondare la giustizia nel nostro territorio su basi logiche ed oggettive, trasferendo/istituendo il Tribunale ad Olbia. É bene che si consideri l’attuale ufficio giudiziario a servizio di tutta la Gallura per quello che è, antistorico come i numeri indecenti che sono stati ben esposti.”

