L’assessore regionale degli Enti Locali, il gallurese Quirico Sanna, invitato dalle associazioni di categoria che rappresentano le imprese balneari, ha parlato a Olbia davanti ad una folta rappresentanza di concessionari che operano non solo nel Comune di Olbia.
LA PROROGA C’È MA TOCCA AL GOVERNO. Sanna, acclamato dai balneari dopo aver emesso la famosa circolare a carattere regionale che proroga le concessioni esistenti per altri 15 anni, ha in parte tirato il freno a mano dicendo chiaramente che la partita è in mano al Governo. A questo proposito ha detto che il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia, “sostiene che c’è una situazione poco chiara e che occorrerà trovare una soluzione”. Sanna ha detto che probabilmente il Governo non potrà emanare un decreto di proroga di quindici anni ma, essendo il ministro persona di buonsenso, sono sicuro che avrà tutto l’interesse a trovare una soluzione che potrebbe aggirarsi in 12/10 anni”.
LA COPERTURA LEGALE. Dunque, chi tra i presenti nella saletta del Blu Marine si aspettava che la proroga emessa dalla Regione Sardegna rappresentasse una pietra tombale tale da soffocare ogni dubbio sulla sua applicazione quanto meno nell’Isola, probabilmente è andato via un pò deluso. O quanto meno con diversi punti interrogativi. In effetti se da una parte l’assessore ha parlato di grande unità politica in Regione “vi posso garantire che sulla decisione che ho preso c’è la totale condivisione di tutti i gruppi di maggioranza e in parte anche di opposizione”, dall’altra ha più volte sottolineato che è “il Governo che dovrà dare una copertura legale per fare in modo che i funzionari dei Comuni (unici responsabili in quanto firmatari degli atti, ndr) si sentano tranquilli nell’attribuzione delle concessioni”.
IL DECRETO SPAZZA DUBBI. “Abbiamo chiesto al Governo che venga emanato subito un decreto (che dovrà essere ratificato dall’UE, ndr) che blocchi le Procure italiane da eventuali sequestri di imprese e che, al tempo stesso, contenga una norma di transazione al fine di congelare momentaneamente le attuali concessioni per un’ultima proroga. Sia chiaro che non ce ne saranno altre – ha sottolineato Sanna -, ma così si potrà dare il tempo alle imprese di organizzarsi per partecipare ai bandi. Una sorta di escamotage giuridico-politico necessario per prendere tempo”.
LA BOZZA. E giusto per aggiungere ulteriori perplessità tra i presenti Sanna ha anche detto di avere letto la bozza del decreto in fase di elaborazione da parte del Governo “dove si fa un excursus tecnico-scientifico che non mi ha lasciato soddisfatto. Per questo abbiamo suggerito dei correttivi” senza però entrare nel merito della benedetta proroga che è l’unica cosa che interessa chi opera e lavora sulle spiagge.
L’AMICO SETTIMO NIZZI. “A mio giudizio, deve prevalere l’interesse nazionale e, in questo caso, quello regionale. Per fare un esempio se un imprenditore di San Teodoro ha avuto la concessione in proroga e uno di Olbia non l’ha avuta, va da sé che quest’ultimo sia penalizzato. Io sono convinto che il sindaco di Olbia non abbia nessuna intenzione di colpire chicchessia. Credo, invece, stia lanciando l’allarme per chiedere al Governo una copertura giuridica per fare in modo che i funzionari non contestino questa situazione, così che anche l’amico Settimo Nizzi si possa adeguare mettendo al sicuro tutti: amministratori e funzionari. Per poi andare ai bandi effettivi”.
SUSSULTO D’ORGOGLIO. “La Regione difenderà la proposta del suo assessore (cioè la sua: proroga delle attuali concessioni per 15 anni, ndr) e combatteremo per far valere la nostra posizione. A emergenza risponderemo con emergenza, nel senso che, come non ho avuto paura a fare questa direttiva non avrò timore a prendere decisioni un po’ più drastiche. La Regione – ha detto in conclusione Sanna – potrebbe anche avocare a sé il potere di attribuire le concessioni togliendolo ai Comuni, come avveniva tempo fa”.
A parte gli applausi finali la sensazione resta quella iniziale. Chiudendo i proclami nei cassetti, c’è ancora poca chiarezza e la strada da fare non sarà un passeggiata. Intanto centinaia di famiglie continuano a vivere nella precarietà con la spada di Damocle appesa al giorno del giudizio: il 31/12/2020. Il tempo per la soluzione finale è sempre più corto e la politica, ancora una volta, non riesce ad essere risolutiva.


