Un abito su misura per uno che, di cognome, si chiama Sarti sembra un bizzarro paradosso della politica. O, meglio, della nomina che fa tanto agitare i contendenti per le prossime comunali, vista la caratura dei pretendenti.
Eh sì, perché pare proprio che la presidenza del Cipnes non sia destinata al medico Livio Fideli, come assicuravano tutti i “bookmaker” di casa nostra, ma a Gianni Sarti, segretario provinciale del Psd’az, lo stesso partito nel quale milita l’ex senatore di Forza Italia Fedele Sanciu, già indicato dal comune di Buddusò (uno dei tre che deve esprimere il consigliere d’amministrazione, guidato da Massimo Satta, già consigliere comunale di Olbia e sostenitore della Grande Coalizione che fa capo ad Augusto Navone), e aspirante alla prestigiosa poltrona attualmente occupata da Mario Gattu, il cui mandato è scaduto il primo dicembre dell’anno scorso.
Quello che sembra essere un vero e proprio colpo di scena a favore di Gianni Sarti, imprenditore e presidente dell’Hermaea (che è stata indicata dalla Regione come beneficiaria di un contributo di 300 mila euro, per altro non incassato per un contenzioso con gli uffici regionali, in quanto unica formazione di volley di serie A in grado di promuovere la Sardegna al di fuori dell’isola) sarebbe stato il frutto di un intervento diretto del presidente Christian Solinas, sostenuto da un suo fedelissimo, l’assessore regionale all’Urbanistica Quirico Sanna.
In previsione delle prossime amministrative di Olbia (nessuno sa se si voterà a primavera o in autunno), infatti, il governatore avrebbe chiesto al sindaco Settimo Nizzi di non passare come asso pigliatutto e di consentire ai sardisti – ufficialmente schierati, come partito con tanto di simbolo, con il primo cittadino – di essere rappresentati con un loro esponente al vertice di un ente, assai potente e importante nel territorio come il Consorzio industriale. Insomma, sembra quasi di essere di fronte alla rinnovata applicazione del “Manuale Cencelli”, tanto caro alla Prima repubblica.
Nizzi, a quanto si dice, avrebbe preso atto “obtorto collo” della richiesta del Psd’az (giunta addirittura da Solinas) e, allo stesso tempo avrebbe comunicato, con una certa amarezza, a Livio Fideli (attuale componente del Cda del Cipnes) l’impossibilità di procedere con la sua “nomination”.
Conoscendo il carattere mite e la bonomia di Fideli, ex assessore all’urbanistica e molto vicino allo stesso Nizzi, è ipotizzabile che non ci sia stata alcuna polemica o strascico significativo per questa sua forzata rinuncia.
Nella partita a scacchi, intimamente collegata alla scadenza elettorale, il rinnovo degli organi di governo del Cipnes (previsto per metà febbraio) è una partita a favore del primo cittadino di Olbia, impegnato fortemente a impedire che il suo storico “nemico” Fedele Sanciu arrivi a diventare il numero 1 dell’ente di Cala Saccaia.
Va da sè, però, che in prospettiva questa svolta dovrà essere confermata (o demolita) dal risultato delle elezioni. Se vincesse Nizzi, tutto rimarrebbe così come sarà a metà febbraio. Se al contrario dovesse prevalere Navone, tutto sarebbe rimesso in discussione.
Il Cda infatti dev’essere formato dai tre Comuni che fanno parte del Cipnes (Olbia, Monti e Buddusò), dal rappresentante della Camera di Commercio e dalla Provincia.
E, oggi come oggi, i numeri sarebbero a favore di Settimo Nizzi, e di conseguenza di Gianni Sarti. In ogni caso, è bene che il presidente prossimo venturo, quale che sia, sappia che l’ente è guidato da un elemento potente quanto preparato come il direttore generale, con il quale bisogna necessariamente confrontarsi e fare i conti. Avvidecci.


