“I trasferiti saranno solo venti e non 51” dice l’unica voce pentaleghista intervenuta dopo l’esclusivo tête-à-tête tra Air Italy e Ministero, Nardo Marino. Lo ha sottolineato: “Le mie sono fonti governative delle quali mi assumo la responsabilità”. E allora, chiediamo all’ex collega di fare i nomi. Perché a suo dire, e dunque il “Governo dice”, sarebbero 15 le persone che hanno accettato di mettere su casa a Malpensa. Chi sono? Nomi e Cognomi, per favore, qui la privacy non c’entra nulla. Dunque si faccia l’appello per evitare che quando si parla di trasferimenti di padri e madri di famiglia non si liquidi tutto a una banale sottrazione di numeri.
Ma non basta. Eh no! Perché durante la conferenza di ieri il deputato ha parlato anche di ben 15 persone che non verranno spostate! Messa così sembrerebbe addirittura una concessione. Un regalo dell’azienda intenerita dalla situazione di quindici persone che non lasceranno le loro case e che continueranno a fare il loro lavoro a Olbia. Ma che bello. Vuoi vedere che anche Rigotti & Mills hanno un cuore e non sono affatto duri e insensibili come hanno dimostrato in tutti i tavoli di crisi in cui hanno appoggiato gli olecrani?
Non sarà, invece, che il criterio di inamovibilità è riferito a coloro che usufruiscono delle agevolazioni della legge 104? Qualche dubbio ci viene. La legge è quella che concede alle persone con disabilità di ricevere assistenza da un familiare il quale ha diritto, tra le altre cose, a convertire un certo numero numero di ore lavorative in servizio per lo sfortunato congiunto. Altro che concessione. La stessa legge, infatti, pare non consenta il trasferimento del familiare addetto alla cura della persona disabile. Ma vuoi vedere che non saranno trasferiti proprio quei dipendenti? Altro che concessione. Altro che riduzione di numeri da parte di Air Italy!
Attenzione signori, perché se così fosse stiamo per assistere al famoso paradosso enunciato da alcuni dipendenti durante le recenti riunioni sindacali. Se quelle 15 persone (a proposito a noi risultano 8, al massino 10 e non 15 dipendenti) continueranno a lavorare a Olbia, significa che avevano ragione quando gli stessi lavoratori dicevano fino a sgolarsi che si è sempre parlato di compiti tecnologicamente remotabili e quindi non importa dove sei visto che da Olbia si controlla il movimento di qualsiasi aereo della Compagnia, che si trovi a New York o a Verona.
Ecco che proprio quelle persone inamovibili (per ora è solo un’ipotesi che siano coloro che usufruiscono della 104), saranno essi stessi la cartina di tornasole; la prova provata che tutta la questione dei trasferimenti era un capriccio di qualche manager nostalgico della sua terra.
Che rabbia, però. Tutto questo casino per lasciare a Olbia 15 persone per le quali non potrà essere spostato neanche un PC andando così a raddoppiare i costi per un servizio che Ryan Air fa dall’isola di Irlanda e che Meridiana ha sempre fatto dall’isola di Sardegna.
Sarà divertente vedere i bilanci che i Top Manager presenteranno all’azionista di minoranza, il Qatar. Come giustificheranno agli arabi che nuotano nei petroldollari ma che non spendono un euro senza un tornaconto, una doppia voce di costi mentre fino al 30 settembre era una sola? Qualcosa si inventeranno.
Per chiudere tiriamo le somme. Il Governo con Nardo Marino ha detto: 15 hanno accettato, 15 restano, 21 saranno trasferiti: totale 51 i conti tornano…a lui.
A noi invece risulta che a tutt’oggi, a una settimana dal D-Day del 1° ottobre, hanno accettato 5 dipendenti, diciamo che 10 resteranno a Olbia per via della 104 e che ne restano in ballo per il trasferimento ben 36. Speriamo di non avere ragione.
Ma anche se fossero davvero 15, oggi è più che mai legittimo domandarsi perché, visto che almeno una decina di persone resterà a Olbia, non possano tutti continuare a restare a casa propria con buona pace anche dei cuori di pietra di Rigotti & Mills?


