Si riparte, dopo la pesante e sonora sconfitta rimediata contro la Torres nel primo derby stagionale, l’Olbia di Leandro Greco non ha nemmeno il tempo di riposare un attimo o approfondire gli errori fatti nella debacle di sabato scorso che è già campionato.
Si gioca ad Arezzo squadra neopromossa guidata da Paolo Indiani, allenatore toscano che predilige la concretezza al calcio spettacolare; persecutore del 4-3-3, che spesso trasforma nel 4-3-1-2, il suo motto è “vincere attaccando”. La compagine amaranto viene da una sconfitta subita a Pescara e avrà voglia di rivincita per cui Settembrini (capitano aretino) e compagni faranno di tutto per rovinare la giornata agli avversari di turno.
I bianchi invece devono riordinare le idee in fretta e soprattutto riprendere la brillantezza e la freschezza delle prime giornate ma non sarà semplice viste le concomitanti assenze di due cardini importanti come Dessena e Mordini, entrambi bloccati in infermeria, il primo per guai articolari al ginocchio mentre per il secondo si parla di problemi muscolari, l’unica certezza è che per i due sfortunati calciatori i tempi di ripresa non saranno brevissimi.
Per questa trasferta, Greco potrebbe rimodulare il centrocampo dando spazio a chi ha giocato meno e favorendo l’ingresso dall’inizio di chi è dotato di un maggiore tasso tecnico, quindi mestiere e classe per riprendere il cammino.
Intanto ieri mattina la città si è svegliata con ancora l’amaro in bocca per il derby perso malamente, gli sportivi e i tifosi sono rimasti molto delusi sia per il rotondo 3-0 che per l’atteggiamento della squadra poco incline alla “garra” che ha permesso ai dirimpettai torresini di dilagare in scioltezza. Ma il calcio – si sa – non è mai una scienza esatta e da sempre a tutti la possibilità di rifarsi. In questa fase, sarà utile non pensare più a cosa sarebbe successo se Zanchetta non avesse perso quella palla, o se al posto di Incerti ci fosse stato La Rosa, questo è il momento giusto per girare pagina e riprendere a mettere fieno in cascina; la trasferta in terra aretina serve proprio per attivare una pronta ripresa e per l’appunto arriva al momento giusto.
Ad Arezzo servirà innanzitutto una buona prestazione che abbia i connotati del coraggio e dello spirito di squadra, caratteristiche che ai calciatori in casacca bianca non mancano. Poi sarà compito del Mister applicare gli schemi destinati a favorire un risultato positivo per non fare rientro in terra di Gallura a mani vuote.
D’altra parte, non va dimenticato che l’obiettivo finale per l’Olbia è la permanenza nella categoria, tale traguardo può essere raggiunto mettendo in conto anche qualche sconfitta ma senza mai perdere la faccia.
Domani Ragatzu e compagni si troveranno davanti una squadra anch’essa affamata di punti, guidata in attacco dal temibile Gucci e armonizzata in campo da un tecnico che cercherà di prendersi l’intera posta in palio.
Da Olbia invece è in partenza una delegazione di circa trenta tifosi che domani mattina si recherà a Sansepolcro per rendere omaggio alla tomba di Bruno Nespoli e depositare davanti al suo cimelio la maglia bianca, l’ultima da lui indossata.


