ARZACHENA. La spiaggia di La Conia in questi giorni è bollente. Non solo per le temperature torride ma anche per le polemiche suscitate dalla concessione balneare autorizzata dalla Regione Sardegna che, lunga 184 metri si estende su una superficie di 960 mq. La società Blu Hotels, che gestisce sul litorale di Cannigione tre strutture ricettive, offre servizi in spiaggia ai propri clienti.
L’autorizzazione, sospesa in autotutela dal Suape del comune di Arzachena per presunte irregolarità di carattere tecnico, è stata però confermata dal Tar, suscitando la reazione dell’amministrazione comunale e dei tanti habitué dell’arenile. La spiaggia di La Conia è infatti storicamente una delle preferite dagli arzachenesi, molti dei quali su questo tratto di costa hanno casa.
Il lido è molto frequentato anche dalle associazioni di volontariato cittadine che utilizzano la spiaggia per le attività con persone disabili grazie alla sua facilità di accesso. Il sindaco Roberto Ragnedda e l’assessore al Demanio Alessandro Malu criticano la scelta della Regione che dal 2021 gestisce questo settore.
La scelta, tra l’altro, sconfessa anche il piano di utilizzo dei litorali che, approvato dal Comune nel 2019, non prevedeva sulla spiaggia di La Conia nessuna concessione balneare.
Nel frattempo, i bagnanti preparano invece una petizione popolare da inviare agli uffici della Regione, per amplificare le ragioni della protesta.
La polemica mette in evidenza una questione che non riguarda certamente solo La Conia. Tante altre spiagge, infatti, soffrono la presenza di lettini e ombrelloni che occupano gran parte degli arenili. È il caso del Grande Pevero, della spiaggia del Principe, la Celvia, Capriccioli e Baja Sardinia.
Da tanti anni si parla di un processo costante di “riminizzazione” delle spiagge comunali ma le risposte degli enti preposti sono state al riguardo prive di efficacia.
Molti arenili nei periodi di alta stagione ricevono inoltre un carico antropico elevatissimo capace di metterne a rischio caratteristiche ed equilibrio. Per questo motivo, diversi Comuni costieri sardi come Stintino, Baunei, Santa Maria Navarrese, Villasimius e da quest’anno San Teodoro, hanno deciso di istituire il numero chiuso in alcune dei litorali più battuti dai turisti.
Ad Arzachena qualche anno fa si discusse della possibilità di limitare gli accessi a Capriccioli ma la proposta non trovò mai applicazione. Chissà se l’amministrazione comunale appena insediata deciderà di seguire la linea adottata in altre località con l’obiettivo di preservare la principale risorsa turistica del proprio territorio.


