I due liquidatori di Air Italy, Enrico Laghi e Maurizio Lagro, comunicheranno entro domani ai sindacati l’apertura della procedura di legge 223 che regola i licenziamenti collettivi. Dal quel momento decorreranno i tempi obbligatori di 75 giorni (45 + 30) per consultazioni sindacali e trattative ministeriali.
Entro 7 giorni dalla comunicazione ufficiale i sindacati chiederanno all’azienda un esame congiunto della situazione. La procedura prevede successivamente un confronto tra azienda e sindacati della durata massima di 45 giorni per l’esame congiunto delle decisioni aziendali e per cercare soluzioni alternative.
In caso di mancato accordo tra le parti, si aprirà una seconda fase della procedura di una durata massima di 30 giorni, in cui azienda, sindacati e Ministero del Lavoro tenteranno ancora di trovare una intesa.
Terminato questo ulteriore periodo di tempo Airitaly potrà procedere ai licenziamenti. Le lettere potranno essere recapitate entro un periodo massimo di 120 giorni. Come anticipato dai liquidatori, verranno licenziati per primi i lavoratori non funzionali al processo di liquidazione in atto. Queste le fasi tecniche e il brutale calendario previsto nei termini di legge.
Ma, a voler essere ottimisti, è proprio in questa fase delicatissima, intricata, complessa, quanto fondamentale, che la Regione Sardegna da una parte e la Regione Lombardia dall’altra dovranno disvelare una volta per tutte i piani (sempre che esistano) per una “rinascita” che può rappresentare il conseguente salvataggio dei lavoratori.
Bisogna tener presente, infatti, che siamo al cospetto di una grande azienda composta da circa 1.500 dipendenti di cui circa 600 residenti in Sardegna e circa 900 in Lombardia. Ebbene, solo nel momento in cui si attiva la procedura di licenziamento collettivo l’azienda dovrà comunicare, chiarendole nel dettaglio, quali misure intende mettere in atto per ridurre al minimo o eliminare l’impatto sociale che deriva dai licenziamenti.
Occorrerà anche capire meglio i criteri di scelta per i lavoratori (anzianità, carichi familiari ecc) e combinare i tempi di preavviso che sono differenti per categoria e settore. Alla ricezione della lettera di licenziamento (e solo allora) la retribuzione del singolo lavoratore licenziato non sarà più a carico dell’azienda, bensì dello Stato, con lo strumento appositamente varato della Cassa integrazione straordinaria annunciata dal Governo: 6 mesi rinnovabili (+6).
Il tempo può aiutare e serve a tutti. Per quanto possa apparire paradossale, più si dilatano i tempi e più potrebbe maturare la possibilità non solo del salvataggio di gran parte dei dipendenti compresi gli auspicabili “scivoli” per chi si trova vicino al pensionamento, ma anche dell’eventuale nascita di una nuova compagnia che andrebbe a rilevare l’ex Meridiana con tanto di preziosissimo COA (Certificato di Operatore Aereo) e, soprattutto, libera da debiti grazie alla “liquidazione in bonis” che consente di saldare i creditori a 360 gradi.
In questo possibile scenario con la preparazione tecnica del personale attivo, dai piloti fino agli amministrativi e con le strutture fisiche e strumentali esistenti, la “NewCo” sarebbe pronta, anzi prontissima. Ecco perché diventa fondamentale dilatare i tempi fino al massimo consentito. Per tutti: tranne che per i due governatori di Sardegna, Solinas, e Lombardia, Fontana, che, invece, dovranno correre, anche in quarantena e con la mascherina. L’impegno è imperativo per salvare assai di più del minimo salvabile. È in gioco il futuro.


