Un ordinario fine settimana di follia in città si è appena concluso. Tra aggressioni, risse, scazzottate e relative denunce, al centro di Olbia si è registrato un continuo via vai di sirene di ambulanze e forze dell’ordine.
VENERDÌ SERA. Siamo al molo Brin. Alcuni giovanissimi prendono di mira gli occupanti di una barca da diporto regolarmente ormeggiata. Insulti, sfottò che costringono i forestieri a scendere a terra. Alla richiesta di spiegazioni per l’atteggiamento provocatorio alcuni ragazzini reagiscono con calci e pugni. Il bilancio parla di due vittime che hanno ricevuto scariche pugni faccia. Per loro sono state necessarie cure mediche per ecchimosi al volto.
SABATO SERA. Viale Principe Umberto ore 19:00 circa. Un gruppo di persone pretende di occupare un tavolino per l’aperitivo. “Siete troppi, mi dispiace ma non si può”, dice l’addetto alla sicurezza. Nasce un violento diverbio e ne fa le spese uno dei gestori che, uscito per verificare la situazione, si prende un pugno in faccia. Il gruppo si disperde prime che intervengano i Carabinieri.
Intono alle 20:00 un branco dei “soliti ragazzini” comincia a infastidire i clienti del chiosco di Bigi. “Abbiamo chiesto loro di abbassare i toni e lasciare in pace le parsone a tavola. Era il nostro giorno di apertura ma questi scalmanati sono riusciti a rovinarci la festa”, commenta amareggiato Alberto Bigi. In tutta risposta alcuni tra i ragazzini che solitamente stazionano in quel punto hanno cominciato a avvicinarsi al chiosco e hanno finito con il passare tra i tavoli creando scompiglio tra i clienti. A quel punto alcuni se ne sono andati. “Mi chiedo se non sia il caso di intervenite con presidi fissi di Polizia. In queste condizioni – aggiunge – non si può andare avanti. La gente ha paura. É inutile che si aprano le attività se i clienti, non sentendosi protetti neanche quando stanno al tavolo di un bar o di un ristorante, scelgono di restare ancora chiusi a casa. Occorre intervenire”.


