OLBIA. Anche in città i dipendenti Enel si sono mobilitati davanti alla sede di viale Aldo Moro aderendo allo sciopero nazionale che coinvolge tutto il Paese. In Sardegna sit-in simili, organizzati davanti alle sedi locali, sono stati allestisti a Cagliari e a Sassari. L’adesione è stata massiccia in tutta l’isola.
I lavoratori, sotto le sigle sindacali CGIL, CISL e UIL, protestano “contro le speculazioni finanziarie che Enel vuol mettere in atto e anche contro le terziarizzazioni selvagge, decise dall’azienda unilateralmente – dice Gianluca Pinducciu della Filctem CGIL -. Attualmente noi tecnici, visto l’esiguo numero di forze in campo, siamo costretti a turni anche di 18 ore quando si verificano guasti o disservizi. Lo facciamo per gli utenti perché siamo consci dell’importanza del nostro lavoro. A tutto questo si aggiunge la mancanza di prospettive: che succederà tra quattro anni quando Enel perderà la concessione esclusiva nel nostro Paese? Non lo sappiamo.
I dipendenti dell’azienda elettrica lamentano poi il silenzio dei vertici. “Non rispondono. Siamo andati anche dal Prefetto ma Enel resta ferma sulle sue posizioni. Rischiamo il cosiddetto “spezzatino aziendale” e se questo dovesse accadere la nostra regione sarà la più penalizzata”.


