★VIDEO★ OLBIA. Un colpo al cuore. Una struggente nostalgia di un passato come avviene quando si rivedono i luoghi dell’infanzia oppure un abbandono neurologico al facile confronto (non ce ne vogliano i componenti dell’assise pubblica) con l’attualità? Di certo, quello che resta dopo aver riascoltato a distanza di tanti anni l’arte oratoria dell’ex sindaco di Olbia, prima ancora che ex parlamentare, Gian Piero Scanu, è rammarico misto ad amarezza. Perché la qualità che ha fatto letteralmente il vuoto intorno, sono anni che è scomparsa dagli scranni e chissà se avremmo mai la fortuna di conoscerne un altro che gli somigli.
Sentire Scanu, per la prima volta “insonorizzato” nell’aula di via Garibaldi e a ruota la replica di Nizzi (che oggi era al suo posto di sindaco) è valso il prezzo di aver resistito a più di otto ore di dibattito pubblico. Peccato che proprio lui, Gian Piero Scanu, ex più giovane sindaco dei record d’Italia, non abbia saputo creare una classe dirigente olbiese alla sua altezza. Dopo lui, il buio. Al massimo qualche fragile fiammella.
Peccato che da Giovannelli fino all’ultimo Navone, Scanu si sia dannato l’anima a cercare candidati a sindaco fuori dalle fila anziché puntare sui “suoi” fedelissimi e farli crescere. Probabilmente non ha avuto pazienza o non ha mai creduto nei delfini. Resta il fatto che sotto la sua grande chioma non è cresciuto altro anche tenero prato. Niente di più alto e di certo nessun papavero.
Sentirlo oggi, però, è stato bello. Non solo per i contenuti ma anche per la forma: i tempi, le pause, le sottolineature, le riflessioni e le parole giuste al momento giusto è stato un mix di piacevoli emozioni, un po’ come sentire una musica New Age o, meglio, come assistere ad una lettura di Whitman con tutti i soldatini in piedi sui banchi a dire “capitano, mio capitano”.
Di seguito l’intervento di Gian Piero Scanu e la replica di Settimo Nizzi ▶︎


