OLBIA. L’Olbia di mister Gaburro, dopo la debacle casalinga contro il Sestri Levante, raccoglie i cocci di una disfatta e prepara il recupero in riviera romagnola contro il Rimini in programma (domani) mercoledì ore 20:30.
Ormai da un po’ di tempo si dice che “la prossima partita è cruciale” ma è ovvio che per una squadra, ultima in classifica, a cinque giornate dalla fine del torneo tutte le gare sono cruciali, fondamentali, importanti e chi più ne ha più ne metta. La squadra bianca si è allenata anche il giorno di Pasqua e nel pomeriggio volerà verso Rimini con una trasferta piuttosto lunga, visto che dopo la partita in Romagna renderà visita al quotato Perugia in terra umbra.
La situazione attuale dell’Olbia è disperata, i ragazzi in maglia bianca si trovano a 10 punti dalla quintultima in classifica e, con solo 5 giornate al termine del campionato, la salvezza diretta appare ormai irraggiungibile. Tuttavia, il tecnico Gaburro non si arrende e invita i suoi giocatori a reagire dopo la pesante sconfitta di sabato scorso, 30 marzo.
L’unica cosa certa al momento è che se il campionato fosse terminato oggi la squadra di proprietà della Swiss Pro sarebbe retrocessa in serie D ma mancano cinque partite alla chiusura del torneo per cui posticipiamo ogni commento a tempi futuri.
Prima della partenza per Rimini, come di consueto Marco Gaburro si sottopone alle domande di rito dei cronisti. Si percepisce che lui crede ancora nei play out anche se è altrettanto chiaro che le amnesie di sabato nella gara casalinga fa davvero fatica a metabolizzarle.
Mister come si riparte dopo la sconfitta di sabato?
“Il problema dell’Olbia non è stato ripartire, la verità è che la squadra è dovuta ripartire più volte. Cerco di essere molto obiettivo e devo ammettere che la prestazione di sabato è stata buona almeno fino al rigore. Purtroppo, abbiamo fatto un finale in cui la partita ci è sfuggita di mano. Il risultato era nelle nostre mani”.
Lei parla di risultato sfuggito nel finale ma il problema dell’Olbia è più di tipo fisico o psicologico?
“Io penso che un po’ siamo calati fisicamente ma tanto siamo calati dopo il rigore per una questione mentale e questa è la parte che più mi addolora perché ci sono tanti modi per reagire al pareggio avversario e noi abbiamo reagito in maniera più nevrotica e meno compatta di altre volte.
Ho fatto vedere ai ragazzi una foto scattata subito dopo il calcio di rigore in cui si intravedono sei calciatori avversari che si sono portati in avanti per replicare in rete l’eventuale respinta del portiere e i nostri tutti fermi e allineati fuori dall’area. Questa immagine è la mia vera delusione. Anche se la partita non può riassumersi in quella foto. Noi per un tempo e mezzo abbiamo giocato e avevamo la partita in mano, poi nel quarto d’ora finale abbiamo gettato via tutto”.
Questo possiamo definirlo un episodio della gara oppure pensa che i suoi ragazzi stiano quell’arrendevolezza che è normale in certe situazioni?
“Se fosse stata arrendevolezza si sarebbe vista già dall’inizio della partita. La squadra non ha fatto una gara arrendevole, anzi, diciamo che nel momento del rigore i ragazzi avevano ancora in mente il fischio di assegnazione della massima punizione e sono rimasti li, paralizzati. Il lavoro psicologico si può fare e lo stiamo facendo da quando sono arrivato ma tutto questo ha sempre bisogno di un lavoro pratico. Ci sono tante, troppe sconfitte a nostro sfavore su cui meditare”.
Per la partita di Rimini ha un’arma segreta?
“Abbiamo fuori Dessena e qualcosa si cambia sicuramente. Il modo di interpretare la partita deve essere come quello visto nelle ultime gare con ancora maggiore concentrazione”.
Mister un ritorno da ex, dal punto di vista umano che esperienza sarà?
“Sicuramente per me sarà un ritorno piacevole. Avevo preso una squadra in serie D che veniva da stagioni deludenti e poi l’anno scorso siamo arrivati a fare i play off per cui posso affermare che i ricordi sono molto positivi ma tutto questo non fa altro che aumentare l’impegno per la partita”.
I suoi ragazzi hanno capito che la partita di Rimini è davvero l’ultima spiaggia?
“Lo hanno capito come avevano capito che anche quella con il Sestri era importante. Bisogna trasformare questo “aver capito” in punti, solo che in campo c’è anche l’avversario e il Rimini se domani vince è matematicamente salvo”.
Mister quindi l’Olbia si gioca tra Rimini e Perugia la possibilità di fare i play out?
“Io penso che vincendo a Rimini noi rientriamo matematicamente nella forbice degli otto punti dalla quintultima e siamo nei play out, poi bisognerà saperci stare li”.
Sul fronte societario invece tutto tace dopo il botta e risposta tra Marino e Surace, nuovo presidente del CdA.


